Raúl Castro lascia il Partito Comunista cubano

È svolta storica a Cuba: Raúl Castro lascia la leadership del Partito Comunista cubano. Dopo decenni alla guida non ci sarà un Castro.

Raúl compirà 90 anni a giugno, e nel 2018 ha lasciato la Presidenza di Cuba dopo averne preso le redini a seguito della morte del fratello Fidél, morto nel 2011.

Raúl Castro lascia il Partito Comunista cubano: è storia.

Raúl Castro lascia-Politically Uncorrect
Raúl Castro lascia-Politically Uncorrect

Per la prima volta dal 1959 un Castro non sarà a capo del Partito Comunista di Cuba. Tutti si aspettavano questa decisione di Raúl, ma é comunque una svolta storica per Cuba.

L’isola caraibica vive in un embargo dagli anni 60, e questo l’ha resa un posto unico al mondo sospeso tra presente e passato.

Se turisticamente è un’immagine suggestiva, da un punto di vista economico Cuba è rimasta isolata dal resto mondo per troppo tempo.

L’economia cubana è tutt’oggi in mano allo Stato, e questo probabilmente chieda con il successore dei Castro Miguel Diaz-Canel.

Cuba sta affrontando una crisi economica lunga decenni, tanto che recentemente è stato permesso agli agricoltori privati di vendere prodotti lattei e carni per proprio conto, cosa che era totalmente in mano allo Stato.

Il successore verrà eletto alla fine di 4 giorni di riunioni del Congresso del Partito.

Una salvezza per Cuba sarebbe un nuovo rapporto con gli Stati Uniti, ma se Trump si è dimostrato aperto Biden pare voler tornare al passato e non addolcire i rapporti con l’isola caraibica.

Raúl Castro, cos’ha fatto per Cuba

Raúl Castro lascia-Politically Uncorrect
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Raúl Castro ha governato Cuba per 11 anni, mettendo in atto gesti che il fratello Fidel, storico leader cubano, ha sempre rifiutato.

Raúl Castro ha aperto agli Stati Uniti, anche se con limiti; ha portato internet a Cuba e ha permesso la compravendita di auto e case nel Paese, che era proibita.

Ha aperto al lavoro privato, anche se lo Stato ancora deve autorizzare molte cose in ambito economico. Ha concesso ai cubani di uscire ed entrare dall’isola, e permesso a chi da decenni non poteva rientrare di farlo senza conseguenze.

La strada da percorrere è ancora lunga, l’interventismo è ancora molto alto e le disparità a Cuba sono enormi, ma qualche spiraglio per portare l’isola nel mondo moderno si intravede.

Tania Carnasciali

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