Caso Superlega: l’Inghilterra lascia, diventerà un torneo tra amici?

Continua il caso Superlega, che sta attirando polemiche da ogni parte. Sembrava ormai certo che l’esclusivo campionato stesse per partire, ma arrivano i primi stop.

Le 6 squadre inglesi che avrebbero dovuto fare parte del torneo, hanno deciso di ritirare la loro adesione anche a causa dell’intervento del Premier Boris Johnson che ha fortemente criticato la Superliga.

In campo è sceso anche Mario Draghi che si è detto fortemente contrario a questo progetto. Le voci dei premier si uniscono a quelle della UEFA, di molti tifosi e giocatori che hanno preso male questo progetto.

Le forti critiche hanno spinto i club inglesi a ripensare alla loro mossa, e lo hanno convinti a tornare sui propri passi. Italia e Spagna, i cui club solo gli unici rimasti, hanno fatto sapere che andranno avanti.

Caso Superlega: diventerà un torneo fra amici?

Caso Superlega- Politically Uncorrect
Caso Superlega- Politically Uncorrect

Dovevano essere 15 squadre, avevano aderito in 12 e adesso sono rimasti in 6: diventerà un torneo domenicale fra amici?

Il classico incontro di calcio delle domeniche estive, in cui un gruppo di amici si ritrovano in campi di periferia per tirare due calci alla palla, con mogli e fidanzate trascinate a forza sugli spalti (che sono solo gradini scomodi e freddi) in cambio della promessa che dopo la partita si andrà al mare per tutto il pomeriggio.

La cosa positiva è che non dovranno affannarsi a cercare un campo libero, gli spalti avranno le sedute, gli spogliatoi saranno a misura d’uomo e i tifosi potrebbero non essere solo amici e parenti trascinati con la forza.

Ci immaginiamo i grandi club che stipulano le gare del torneo come si faceva da ragazzi: “Mi raccomando niente colpi alle gambe, il primo che arriva a 10 vince e dopo tutti a farci una pizza a casa di Ronaldo tanto ha spazio per tutti”.

 

La designazione dell’arbitro avverrà alla vecchia maniera: il più scarso otterrà l’incarico e se sbaglierà qualcosa non parteciperà alla pizzata. Le tradizioni vanno rispettate, non ci piove.

Tania Carnasciali

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