Numeri di morti e contagi Covid falsi, l’Istat conferma. Piovono denunce

(POLITICALLY UN-CORRECT) – Aprile 2021 – Numero morti e contagi Covid falsi – Più medici e giornalisti avevano sollevato la questione dei numeri gonfiati già dal marzo scorso, ma in pochi avevano ascoltato, preferendo crogiolarsi nella paura del virus piuttosto che nel timore di essere stati ingannati.

In molti si sono lasciati soggiogare dal martellamento del mainstream gonfiato ad hoc, che ha contribuito a riempire le menti di paure – talvolta immotivate- e le tasche di certi determinati giornali di guadagni.

Numero morti e contagi Covid falsi - Politically un-correct
Numero morti e contagi Covid falsi – Politically un-correct

La verità ci era stata detta, siamo noi che abbiamo scelto di non ascoltarla. Vediamo chi ha mentito dichiarando morti e contagi covid falsi

Ricordiamo tutti la protezione civile -il cui comunicare dati falsi era stato già ammesso ad aprile scorso- che spostandosi nelle vie delle città invitava i cittadini a rimanere chiusi in casa.

Ricordiamo anche i governatori delle regioni -che hanno ammesso pubblicamente  i dati dei morti e contagi covid falsi soltanto a fine estate- prodigarsi tra dirette Fb e comunicati stampa per tutelare il cittadino che, fedele alla sua arte di dipendenza e di scostamento tra ragione e pensiero lucido, ha sollevato grandi proteste ma non ha mai dubitato.

Ricordiamo anche i virologi -che hanno abbandonato gli ospedali per accamparsi abusivamente nei salotti delle Tv più gettonate per calpestare la propria morale e fungersi paladini del popolo-. I virologi sono stati un punto chiave e strategico in questa lotta contro il popolo – perché oramai non si può più chiamare lotta contro l’epidemia- poichè sono stati loro a stabilire le “regole del gioco”.

Ed è stato un gioco sporco, che ha fatto 60.000.000 di vittime. Nessuno è stato risparmiato, né i veri morti né chi è rimasto in vita fingendosi morto per non rischiare un improbabile ma seppur possibile contagio o una multa salatissima. Per fare un esempio basti citare l’esimio prof. Galli, a cui si sono rivoltati contro gli stessi medici del suo ospedale quando ha iniziato a blaterare scenari catastrofici sulla variante inglese.

Ricordiamo per ultimo i giornalisti. Ma è bene distinguere due categorie di essi, perché che la censura in Italia fosse scandalosa si sapeva, ma dal 2020 sono riusciti in pochi mesi a creare un nuovo Ordine dei Giornalisti: gli scribacchini dei buffoni. Gli scribacchini si sono arricchiti sulle lacrime e le paure e le ditte fallite, su bambini che si sono visti negare i più basilari diritti dell’infanzia, sugli anziani che per paura morissero sono stati lasciati morire da soli, sugli uomini e donne che si sono visti spazzare via le fatiche di una vita intera.

Gli scribacchini, fedeli al regime governativo e ad i soldi che questo ha investito per tutti i giornali che avrebbero aderito alla marcia della paura, hanno camminato fianco fianco coi virologi, gettando alcol sul fuoco, gonfiando e inventando notizie aberranti.

Si veda per esempio la bambina di 11 anni senza patologie ricoverata in fin di vita col covid. Per fortuna, i giornalisti sottopagati, quelli di serie B, quelli che ancora esultano quando trovano online un proprio articolo, quelli che non si sono lasciati comprare dallo Stato, sono effettivamente andati a indagare (si presuppone sia questo il lavoro di un vero giornalista) ed hanno così scoperto che la bambina non era in ospedale moribonda per il covid.

Stessa cosa per le terapie intensive. Che vi fosse un certo movimento è vero, ma non in tutti gli ospedali che dichiaravano di essere pieni. Infatti, sempre i giornalisti di serie B che a stento vengono letti su social, si sono presi la briga di telefonare ai suddetti ospedali, scoprendo che erano completamente vuoti.

Capito come si fa a creare uno stato di allerta? E’ tutto un meccanismo ben rodato. Salta un pezzo, casca il palco.

Ed è quello che è successo indirettamente grazie all’Istat e direttamente grazie a tutte le persone che pian piano si sono accorte dell’inganno. Complici i primi articoli di “serie B”, la notizia nei prossimi giorni prenderà sempre più importanza, fino, si spera, a gettare una vera e propria bomba sulla nostra Task Force. Ovvero quel gruppo di persone che, informalmente, stanno decidendo da mesi le sorti dell’Italia. (abbiamo parlato qui dello scandalo)

Analizzando dati Istat che rivelavano come, in realtà, nonostante la pandemia il numero di morti rispetto al 2019 fossero addirittura in calo, si è inevitabilmente creata a formarsi una frattura nella fiducia ingenua del popolo verso un governo… informale.

Con il sospetto che torni comodo, in un periodo come questo, gonfiare le stime dei decessi per dar ragione a un governo incapace che anziché affrontare l’emergenza sceglie di chiudere gli italiani in casa, finalmente sono iniziate a fioccare denunce.

Col passare dei giorni, le segnalazioni di numeri di morti e contagi covid falsi o comunque sospetti si stanno moltiplicando

Con l’ultimo l’allarme lanciato dal Gazzettino di Pordenone, che riporta in testata: “diverse decine di persone sono state inserite nella lista dei decessi Covid quando invece erano già risultati negativi al tampone oppure anche se a causarne la morte erano stati eventi traumatici o del tutto slegati al Coronavirus”.

Ci sono anche casi di persone inserite nell’elenco dei morti di Covid nonostante il tampone fosse negativo: avevano avuto la malattia nelle settimane precedenti e, senza troppo badare al fatto che nel frattempo fossero guariti, erano stati conteggiati ugualmente. Casi scoperti perché i titolari delle agenzie funebri sono costretti a segnalare al Comune di competenza la presenza di una salma potenzialmente infetta. E così dai documenti ufficiali, ecco emergere come in realtà molte di quelle persone fossero decedute, in realtà, per cause ben diverse dal virus.

A distanza di oltre un anno dall’inizio dell’emergenza, tanti famiglie si stanno così muovendo per chiedere, attraverso l’aiuto di legali, le cartelle cliniche a ospedali e strutture residenziali, così da fare definitivamente chiarezza sulle cause che hanno portato alla scomparsa dei loro cari. (POLITICALLY UN-CORRECT)

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Silvana Uber

Vicepresidente di una casa editrice nel triveneto, scrittrice per Leonida Edizioni, Eracle Editore, Titani edizioni e talent scout per autori emergenti. Mamma, amante dell'Africa... e del prosecco!

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