Malata di cancro, la madre biologica rifiuta di aiutarla: è veramente un mostro?

Una donna è malata di cancro al seno e per una mappatura genetica rintraccia la madre biologica, che si nega totalmente.

La storia sta facendo scalpore, perché effettivamente non è proprio il massimo ma ci mancano dei pezzi prima di crocifiggere questa donna.

Sicuramente avrebbe potuto prestarsi ad un prelievo di sangue, ma le cose non sono mai così semplici. Non abbiamo idea di cos’abbia dovuto passare questa donna nella sua vita, cosa rievocherebbe aiutare la figlia abbandonata anni e anni fa.

Malata di cancro chiede aiuto e le viene negato

Malata di cancro la madre biologica non l'aiuta-Politically Uncorrect
Malata di cancro la madre biologica non l’aiuta-Politically Uncorrect

Indubbiamente questa vicenda fa discutere, insomma se ci mettiamo nei panni della donna malata possiamo solo lontanamente immaginare che significa vedersi sbarrare l’unica possibilità di salvezza.

Ed è normale pensare ma che costa alla madre biologica farsi un prelievo di sangue? Ci vogliono pochi minuti, e poi ognuno per la sua strada.

Oltretutto la donna stava seguendo la vicenda della figlia che si è rivolta ai giornali per trovarla, sapeva cosa stava succedendo e non ha mosso un dito. Dobbiamo ammettere che non è bellissimo.

Nonostante questo, però, ci chiediamo se questa donna sia obbligata ad aiutare una figlia che non ha voluto (o potuto) crescere. Il riavvicinarsi potrebbe riaprire un dolore che aveva imparato a domare.

Non sappiamo se faccia bene o faccia male, questo lo deciderà lei, però ci asteniamo dal giudicarla e dal metterla al gogna: in fondo che ne sappiamo della sua vita?

Malata di cancro la madre biologica non l'aiuta-Politically Uncorrect
Malata di cancro la madre biologica non l’aiuta-Politically Uncorrect

Che ne sappiamo dei motivi che l’hanno portata ad abbandonare una figlia? Di come è rimasta incinta, o di quanti anni avesse o che cosa ha significato per lei?

È vero un prelievo di sangue è una cosa rapida e in questo caso potrebbe salvare una vita, ma a questo potrebbero seguire situazioni che la donna non vuole vivere. È egoista? Probabile, ma ognuno di noi ha il suo modo di reagire ai traumi e la sua personale visione del mondo. Senza contare che non sappiamo nemmeno se la signora ha qualche malattia che le impedisce di fare questo esame. E non è tenuta a dirlo.

Quello che ci preme è evitare il giudizio facile, basato su reazioni istintive, più che comprensibili, ma che derivano dal parziale conoscimento della storia. Andiamoci cauti prima di definirla un mostro.

Tania Carnasciali

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