Cernobyl: a distanza di 35 anni, il nucleare torna a far paura

Il 26 aprile 1986 esplodeva il reattore 4 di Cernobyl, centrale nucleare dell’omonima cittadina, ora in Ucraina ma allora ancora parte dell’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche). Un disastro di portata quasi mondiale, i cui effetti sono ancora presenti.

Oggi, a distanza di 35 anni da quel disastro che segnò molte persone ma anche l’ecosistema, l’incubo nucleare sembra essere tornato.

Reattore 4 di Cernobyl, 26 aprile 1986

Reattore 4 di Cernobyl
Reattore 4 di Cernobyl

Una data, quella del 26 aprile 1986, entrata a fare parte di quelle date che hanno segnato il mondo: alle 1:23:45, a seguito di una serie di reazioni di fissione nucleare all’interno del reattore numero 4, innescate probabilmente errori di procedura nel corso di un test di sicurezza sul reattore stesso, il reattore stesso esplose, disperdendo un’intensa nube di materiale radioattivo, che contaminò tutto l’ambiente circostante.

Tra gli isotopi che vennero rilevati all’interno della “nube” alla base del disastro nucleare di Cernobyl vi furono lo iodio-131 dalla emivita di 8 giorni, il cesio-137 di 30 anni di emivita, lo stronzio-90 ed isotopi di plutonio (plutonio 239 e plutonio 240).

Alcuni di questi, come il cesio-137, venendo assorbiti da piante e funghi nel terreno, portarono all’ accensione di incendi i quali aumentarono ulteriormente la diffusione della nube radioattiva, che andò ben oltre l’Unione Sovietica, raggiungendo diversi Paesi Europei, dove così come nell’URSS provocò contaminazione e un numero di vittime elevato, sia a causa direttamente delle radiazioni che delle patologie derivanti da esse che anche negli anni successivi è costantemente e tristemente aumentato, stando ai dati di alcune organizzazioni come Greenpeace (6 000 000) e ONU (4000), anche se ancora oggi non se ne ha una cifra certa.

Reattore 4 di Cernobyl
Reattore 4 di Cernobyl

Ancora oggi più di cinque milioni di persone vivono in quelle zone contaminate, Molte delle quali hanno dimostrato elevati livelli di ansia, molteplici e inspiegabili sintomi fisici, scarso livello di salute percepita in paragone alle popolazioni non esposte a radiazioni.

Reattore 4 di Cernobyl: cosa sta accadendo?

Reazioni di fissione che stando a quanto dichiarato dal chimico dei materiali dell’Università di Sheffield, Neil Hyatt, sarebbero riprese proprio all’interno del reattore, un pò “come se ci fossero dei tizzoni in un barbecue“. Affermazioni, a cui  fanno seguito quelle di alcuni membri dell’Istituto Ucraino per la sicurezza nucleare, che spiegano come all’interno del Reattore 4 di Cernobyl si stia registrando “un crescente numero di neutroni, segno di una fissione nucleare”.

Un fenomeno che si torna a registrare a distanza di anni in un ambiente circostante ancora segnato profondamente da quanto avvenuto quel 26 aprile 1986, e i cui effetti potrebbero come allora estendersi all’intero Paese, seppure con effetti minori, hanno sottolineato gli esperti.

martina lumetti

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