Denise Pipitone: ci sono stati depistaggi e omertà?

Il caso di Denise Pipitone è entrato nel cuore di tutti: una bambina di appena 4 anni scompare nel nulla a pochi metri da casa. Stava giocando con i cuginetti, gira l’angolo per fare capolino a casa della zia e da lì nessuno la vede più.

Sono passati 17 anni, Denise ormai di anni ne ha 21 e ancora non si sa cosa le sia successo. Piera Maggio, sua madre, ha sempre indicato con sicurezza i colpevoli della sparizione di sua figlia: Anna Corona e sua figlia Jessica Pulizzi.

E oggi lo stesso Pm che si occupò delle indagini all’inizio conferma che ci sono stati depistaggi all’interno della famiglia allargata della bambina.

Denise Pipitone rapita per vendetta?

Denise Pipitone- Politically Uncorrect
Denise Pipitone- Politically Uncorrect

Anna Corona era sposata con Piero Pulizzi, padre naturale della bambina. L’uomo e Piera Maggio hanno una relazione che fa nascere la loro figlia. Da qui si sarebbe scatenato l’odio di Anna Corona, che per anni avrebbe tormentato Piera Maggio.

La madre della bimba non ha mai avuto dubbi: le indagini vanno rivolte verso la donna, e così viene fatto. Purtroppo però nonostante i movimenti strani degli indagati, le prove trovate e le indagini svolte, non si arriva a niente. Ma di cose strane ne sono avvenute parecchie:

– Anna Corona fa perquisire la casa della vicina, invece della sua. Questo avviene a pochi giorni dal rapimento di Denise: come mai? Perché fare perquisire una casa non sua in giorni cruciali per il ritrovamento?

– la stessa Corona, nel periodo del rapimento, viene collocata grazie al cellulare in una zona molto lontana da casa sua e in un orario in cui risulta a lavoro (una collega timbrò il cartellino per lei). Inoltre da un’intercettazione ambientale si sente chiaramente la voce di una bambina e della Corona che le dice stai zitta: chi era quella bimba? Le sue figlie erano già adolescenti, e non si è mai risposto a questa domanda.

– la testimonianza dell’uomo sordomuto che fa scalpore: l’uomo venne interrogato subito, dicendo di aver visto la bambina su un motorino con due uomini che poi l’avrebbero nascosta su una barca a remi. Battista Dalla Chiave, l’uomo che ha reso la testimonianza, lavorava con Anna Corona. Ed era lo zio del compagno della sua amica, compagno titolare di un magazzino. Battista Dalla Chiave ha detto di aver visto la bambina in braccio al nipote. Oggi scopriamo che tutta la sua deposizione è stata tradotta male dall’interprete della lingua dei segni: dove sta la verità?

– Jessica Pulizzi più volte ha detto frasi compromettenti, che però sono state definite come decontestualizzate. La più interessante è “gliel’ho portata a casa” detto in siciliano alla madre mentre aspettano di essere interrogate dagli inquirenti. Non si saprà mai di che parlasse, poiché il tono di voce del discorso era talmente basso da non rendere possibile capire il contesto. O così è quanto ci viene detto.

– Anna Corona e Jessica Pulizzi, mentre attendono di essere interrogate, parlano della mattina del rapimento: ricordano o concordano una versione dei fatti? A giudicare dagli audio sembrerebbe più la seconda: le due donne iniziano a farsi domande del tipo ma tu a che ora sei passata? No no a quell’ora no. Le loro dichiarazioni sono smentite da quelle dei colleghi della Corona, ma stranamente questo non è risultato strano. Jessica dice di essere andata al mercato, aver comprato cose ed essere andata poi, assieme alla sorella minore Alice, all’albergo dove lavorava la madre per provare gli acquisti. I colleghi però dicono che quella mattina nessuno è entrato.

– una delle più care amiche tra il 2003 e il 2004 di Anna Corona, era la compagna, poi divenuta moglie, del commissario capo di Mazara del Vallo. La loro amicizia che per un anno è fatta di messaggi, telefonate lunghissime e tanti minuti di conversazioni, si interrompe improvvisamente dopo la scomparsa di Denise Pipitone. Quando questo fatto viene alla luce, Jessica Pulizzi el già indagata ma le indagini rimangono in capo a quel commissariato. La Pm Angioni dirà che era evidente che gli intercettati fossero a conoscenza di essere sotto controllo, motivo per cui parlavano in modo da non dare informazioni.

Denise Pipitone: un muro di omertà ha coperto le sue tracce

Denise Pipitone- Politically Uncorrect
Denise Pipitone- Politically Uncorrect

Oggi sappiamo che molta gente sa qualcosa su questo rapimento: tutti i personaggi che saltano fuori hanno a che fare in un modo o nell’altro, con Anna Corona. Nessuno però sa perché la donna abbia chiesto loro di agire come hanno fatto: la collega che firma il cartellino al posto suo, non sa perché la donna glielo abbia chiesto; le amiche non ricordano di aver parlato con lei in quel periodo; gli inquirenti perquisiscono la casa sbagliata; lei stessa è a chilometri di distanza ma non sa dare una spiegazione.

Tutto gira intorno a lei, ma a quanto pare è solo un caso. Come è un caso che si traduca male la testimonianza di Della Chiave, o che Anna Corona sia amica della moglie del commissario, o che vicino a lei ci sia una misteriosa bambina che nessuno sa chi sia.

Ricordate l’intercettazione avvenuta vicino al motorino di Jessica Pulizzi, in cui viene nominato un certo Peppe? Bene il compagno di una delle amiche di Anna Corona, quello che ha un magazzino, si chiama Giuseppe ed è il nipote di Battista dalla Chiave che ha detto fin da subito di aver visto la bambina in braccio proprio al nipote il giorno della scomparsa.

Denise Pipitone- Politically Uncorrect
Denise Pipitone- Politically Uncorrect

Ovviamente sarà una casualità, l’ennesima: è solo questione di sfortuna se tutti i personaggi di questa storia sono legati ad Anna Corona. In una città che nel 2020 contava 50.000 abitanti, è normale che tutto riconduca a lei: evidentemente ha una cerchia molto ampia, se qualsiasi cosa riporta al suo nome. O è sfortunata. Mica possiamo pensare che abbia intrecciato relazioni per coprire le sue tracce. In fondo le minacce a Piera Maggio, denunciate puntualmente, mica possono essere un buon motivo per pensare che possa avere avuto un ruolo nella scomparsa di Denise Pipitone.

Tania Carnasciali

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