Copasir: Volpi si dimette , si accendono le contese

Oggi 20 maggio il leghista Raffaele Volpi si dimette, dopo la richiesta dell’unico partito d’opposizione Fratelli d’Italia, dalla carica di presidente del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, il Copasir.

Si sono susseguite sia le dimissioni del suo collega di comitato e partito Paolo Arrigoni sia l’abbandono dei lavori da parte degli altri membri delle restanti forze politiche.

L’“Affaire “ Copasir sembra giungere al termine, anche se in queste ore ancor di più si stanno verificando squilibri nella coalizione di centro-destra e numerose sono le dichiarazioni dei vari esponenti politici.

Cos’è il Copasir

Il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica è un organo che detiene poteri di controllo e funzioni consultive sull’operato dei Sistemi di informazione per la sicurezza, meglio conosciuti come servizi segreti italiani.

Il Copasir nasce nel 2007 al termine di una serie di organismi concepiti dal 1977 dopo un’attenta volontà di riformare il funzionamento dell’intelligence italiana.

Struttura e funzioni

(da S) Alfonso Urso (di spalle) Enrico Borghi, Elio Vito, Raffaele Volpi, Paolo Arrigoni durante la riunione del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) per l’elezione del presidente, Palazzo San Macuto, Roma 9 ottobre 2019.

 

Ha una struttura bicamerale composta da 5 senatori e 5 deputati nominati dal presidente del senato e della camera al fine di garantire una giusta rappresentanza sia della maggioranza sia dell’opposizione. Da quest’ultima fazione proviene e viene eletto il presidente del comitato.

 

Tra le funzioni ricordiamo:

  • Verifica che l’attività del Sistema di informazione per la sicurezza (DIS) venga esercitato nel rispetto delle leggi
  • Riceve dalla Presidenza del Consigli dei Ministri le relazioni sulle attività con un’analisi delle situazioni e dei pericoli per la sicurezza
  • Può acquisire documentazioni dal suddetto sistema di informazione o da organi della pubblica amministrazione o dall’autorità giudiziaria

 

L’ultima richiesta del Copasir al governo è in merito all’apertura di un’inchiesta interna sul caso Renzi-Mancini. Esso riguarda un incontro avvenuto tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi ed il capocentro del “DIS” Marco Mancini nei pressi di un autogrill il mese prima della caduta dell’ultimo governo Conte. Probabilmente al leader politico venne chiesto di mantenere in piedi la coalizione PD-M5S così da far ottenere a Mancini il ruolo di vicedirettore dell’Aise (Agenzia Informazioni e sicurezza Esterna) a cui in quei giorni era molto vicino.

L’ Affaire Copasir

 

Nasce in concomitanza all’insediamento del nuovo governo tecnico con a capo il presidente del consiglio Mario Draghi al quale è stato rivolto un appello da Fratelli d’Italia, unico partito ora all’opposizione.

In particolare la leader Giorgia Meloni ha ricordato che la presidenza del Copasir debba spettare, secondo il regolamento, al partito di minoranza ossia a FDI. Quindi ha richiesto la nomina di Adolfo Urso (membro del suo partito e vicepresidente del comitato) e le dimissioni di Volpi, presidente attuale ed esponente della Lega, partito di maggioranza.

Queste richieste hanno portato ad un periodo di stallo dell’operato del Copasir che è sfociato  nell’abbandono ai lavori degli altri membri del comitato, che si sono appellati all’ articolo 30, e nella dichiarazione di dimissioni da parte del presidente.

Non sono tardati ad arrivare i commenti di Matteo Salvini e dei membri che hanno abbandonato il Copasir:

“Ora attendiamo le dimissioni di tutti gli altri componenti e la nomina di un altro comitato”

Così commenta il leader del carroccio, da cui si evince che la Lega ha intenzione di chiedere l’applicazione dell’articolo 34 della legge 124 del 2007. Essa prevede l’assegnazione all’opposizione di 5 componenti su 10 tra cui il poter designare l’eventuale presidente.

Le parole invece dei membri del comitato del M5S ( Dieni, Cattoi e Castiello ) e del PD ( Borghi ) che motivano la loro uscita dal Copasir sono le seguenti:

“Nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali, al fine di porre il Comitato al di fuori delle ripercussioni politiche e ripristinare quanto stabilito dal comma 3 dell’articolo 30 abbiamo abbandonato i lavori del Copasir al fine di contribuire alla soluzione della titolarità della Presidenza del comitato medesimo“

Un problema di equilibrio

Copasir

 

Da questa vicenda si evince il sotteso conflitto che arieggia nella coalizione del centro-destra italiano composto da Lega, Fdi e FI.

Il partito del Carroccio dopo la caduta di Volpi, attende le dimissioni di tutti gli altri componenti del Copasir così da consegnare la nomina dei membri al presidente della camera Fico e del senato Casellati. Quest’ultimi all’inizio  dell’Affaire si erano già schierati a favore dell’attuale “gruppo di lavoro “del comitato. In questo modo potrebbero verificarsi eventuali rielezioni, a discapito però delle richieste dell’alleato di coalizione.

Non mancano altri contesti di “ scontri “ a destra come la presenza nell’attuale squadra di governo di Lega e FI e la voluta non adesione di Fratelli d’Italia, divenendo così  l’unico partito all’opposizione.

Anche il ritardo nella proposta di un candidato unico di centrodestra come sindaco di Roma e di Milano fa comprendere come ci siano dei dissidi.

Il partito della Meloni sta comunque prendendo molti consensi, frutto sicuramente della determinazione nel percorrere il suo cammino di “coerenza”, come dimostrano i sondaggi condotti da tgLa7 di qualche giorno fa, che lo pone al secondo posto superando così il Partito democratico.

 

Lorenzo Salerni

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