Funivia caduta: sale a 14 il bilancio delle vittime

Funivia caduta in una domenica che sapeva di libertà, la prima in cui si respirava una quasi normalità e si è usciti per godersi la natura.

Nel punto più alto della salita, il cavo portante si stacca facendo precipitare per 300 metri la cabina con le persone a bordo.

Per alcuni non c’è nulla da fare, ma due bambini di 5 e 9 anni vengono portati in ospedale con la speranza che possano farcela. Purtroppo il più grande non resisterà alla gravità delle ferite e diverrà la 14esima vittima.

Funivia caduta: è tempo di capire le responsabilità

Funivia caduta- Politically uncorrect
Funivia caduta- Politically uncorrect

L’impianto era stato chiuso per 2 anni, aveva riaperto da poco dopo i consueti controlli di manutenzione. Ma qualcosa non ha funzionato, qualcuno ha commesso un errore che è costato 14 vite.

Inizierà il solito balletto di responsabilità rimpallate, di cose dette e non dette, di un processo lunghissimo in cui il dolore delle famiglie coinvolte verrà rinnovato ad ogni udienza. Un cavo ha ceduto, questo è certo, e bisognerà capire come nessuno si sia accorto che potesse accadere.

Funivia caduta in una domenica di relax

Fa male quando si leggono storie come questa, in cui le principali vittime sono bambini che assieme alle loro famiglie si stanno godendo una domenica di relax.

Dopo oltre 1 anno e mezzo di reclusione, di regole, di impossibilità ad uscire queste famiglie si sono recate in mezzo alla natura per passare una giornata tranquilla e spensierata, che è finita in lutto.

Gli errori possono capitare, ma nel nostro Paese tragedie come questa sono purtroppo diventate una costante: incuria, imperizia, controlli fatti dagli amici degli amici, risparmio sulla sicurezza…e la gente intanto muore in un pomeriggio che avrebbe dovuto essere spensierato. O mentre attraversa un ponte per andare al mare a Ferragosto. O sta lavorando e finisce stritolato da un macchinario a 22 anni.

Funivia caduta- Politically uncorrect
Funivia caduta- Politically uncorrect

In pochi pagano, perché le colpe magicamente svaniscono quasi sempre: niente ridarà alle famiglie i loro cari, nessuno ricorrerà indietro quel bambino di 9 anni, ma almeno la sensazione di giustizia dovrebbe essere garantita. Attendiamo che si faccia chiarezza su questa triste e dolorosa vicenda, con la speranza che stavolta i colpevoli paghino per le loro colpe.

Tania Carnasciali

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