Fine della “politica del figlio unico”: la Cina si risolleverà?

Politica del figlio unico: la sua fine salverà la Cina? I suoi abitanti sono 1,4 miliardi, quasi un quinto del totale nel mondo, ma la crisi legata anche alla pandemia negli ultimi anni ha colpito fortemente il paese asiatico, che si è trovato costretto a interrompere una legge in vigore da quasi cinquant’anni.

Politica del figlio unico: cos’è esattamente? Da dove nasce?

Politica del figlio unico
Politica del figlio unico

Quella che è stata ribattezzata “politica del figlio unico” è infatti una legge nata nel 1979, e fa parte di un piano politico di controllo delle nascite attuato dal governo cinese allo scopo contrastare il fortissimo incremento demografico del paese degli anni ’40 e ’50 del XX secolo.

In quegli anni, infatti, sotto  il regime comunista di Mao Tse-tung, la popolazione cinese subì un incremento demografico esponenziale, complici le forti politiche a favore della natalità introdotte dallo stesso: da quella sui sussidi per l’istruzione e la crescita dei bambini a quella riguardante totale proibizione dell’aborto, della sterilizzazione e di tutti metodi contraccettivi.

Una situazione che subì una netta inversione di rotta quando subentrò il suo successore Deng Xiaoping, il quale non solo incrementò notevolmente l’economia del Paese, ma attuò anche una vera e propria politica di pianificazione familiare, finalizzata sopratutto al controllo delle nascite, in quanto la sovrappopolazione era considerata “un ostacolo allo sviluppo e alla modernizzazione”.

Politica del figlio unico: le conseguenze fino al 2016

Politica del figlio unico
Politica del figlio unico

Una politica rigida, che ha portato negli anni a milioni di aborti selettivi e di infanticidi con vittime soprattutto le bambine, ma anche ad una pressione psicologica non trascurabile nelle madri, soggette anche a violenze, oltre che a sanzioni pecuniarie, che tuttavia non valevano per tutte. Infatti tale politica provocò, oltre che una disparità demografica tra maschi e femmine, anche un divario a livello sociale: se, infatti da una parte alle famiglie della città venne assolutamente vietato di avere più di un figlio, alle famiglie rurali era concesso di avere un secondo figlio solo se il primo nato fosse stata una femmina.

Politica del figlio unico: la storia dei “figli senza nome”

Politica del figlio unico
Politica del figlio unico

Una situazione che ha spinto molte donne a partorire in segreto, non registrando i figli nati all’anagrafe, destinandoli ed essere “figli senza nome”, privi di alcun diritto politico o sociale, come il diritto alla salute con l’accesso agli ospedali o ai farmaci, costringendoli a vivere una vita da cittadini di serie B.

Politica del figlio unico: le conseguenze sull’economia di oggi

Politica del figlio unico
Politica del figlio unico

La politica del figlio unico, negli ultimi anni, tuttavia, ha avuto un fortissimo impatto nell’economia del paese asiatico, nonostante gli allentamenti del 2013 prima e del 2016 poi, permettendo alle famiglie cinesi di mettere al mondo anche un secondo figlio. Questo perchè la pianificazione familiare è stata ormai introdotta nella mentalità comune e le donne sono abituate a partorire un solo figlio, senza contare i tanti,troppi aborti attuati di nascosto.

Una situazione che non è destinata a migliore: secondo le attuali previsioni demografiche un terzo della popolazione della Cina nel 2050 sarà formata da ultra-60enni.

martina lumetti

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