Da lunedì l’Italia comincia a “tingersi” di bianco

Il venerdì come consuetudine vengono analizzati i dati settimanali relativi all’andamento epidemiologico legato alla pandemia da Covid-19 in Italia per stabilire i “colori” delle regioni, alcune delle quali (Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna) già a partire da lunedì 31 maggio potrebbero entrare nella tanto attesa “zona bianca”.

Un traguardo importante, che rappresenta un piccolo ritorno alla normalità, dato dalle riaperture, anche se come sottolineato dagli esperti del Cts e dalle autorità del Governo, in primis il premier Draghi, non va assolutamente abbassata la guardia, sottolineando l’importanza assoluta delle misure di prevenzione primaria nel contrasto alla diffusione del virus: mascherine, igiene delle mani, distanziamento

Pandemia da Covid-19 in Italia e zona bianca: come ci si è arrivati?

zona bianca
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Uno step, quello delle “zone bianche”, arrivato, come dichiarato più volte dal Ministro della Salute Speranza, gradualmente, tenendo costantemente monitorato non solo il numero giornaliero di positivi, ma anche una serie di altri parametri, come il numero di decessi e il “grado di saturazione” delle terapie intensive e dei reparti Covid delle varie strutture ospedaliere del Paese, senza dimenticare l’andamento della campagna vaccinale e la diffusione in Italia e in Europa delle nuove varianti Covid-19.

Le ultime settimane, infatti, hanno registrato un calo degli indici Rt sia nazionale (oggi a 0.72), che regionale, inferiore a 1, compatibile con uno scenario di tipo uno.

Zona bianca in Italia: cosa si può e non si può fare

Coprifuoco e spostamenti

zona bianca
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L’entrata in zona bianca porta all’abolizione del coprifuoco, che nelle ultime settimane è stato frutto di accesi dibattiti, tra chi voleva mantenerlo stretto (dalle 22 alle 5) e chi voleva abolirlo completamente, in quanto ritenuto inutile. Resta comunque l’obbligo di indosso della mascherina sia al chiuso che all’aperto (anche se è probabile un’abolizione di tale obbligo sulla base dell’andamento della campagna vaccinale).

Inoltre non vi sarà più un limite ai spostamenti (al contrario della zona gialla, dove questi sono consentiti tra le 5 e le 23 fino al 6 giugno, e tra le 5 e le 24 dal 7 giugno)

Apertura delle attività

zona bianca
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La zona bianca, inoltre, consente a varie attività di anticipare la loro riapertura rispetto al “calendario delle riaperture” stilato dal Governo in collaborazione con il Cts: dai matrimoni e cerimonie, ai parchi tematici (la cui data di riapertura sarebbe prevista per il 15 giugno), fiere, corsi di formazione, piscine coperte, impianti sportivi al chiuso, centri benessere e altre attività.

Inoltre, con la zona bianca sarà consentito l’utilizzo delle docce nelle palestre e non saranno più necessari ingressi contingentati nei mercati all’aperto e sulle spiagge libere.

Bar e ristoranti

zona bianca
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Una zona bianca che rappresenta una “ventata di ossigeno” anche per il settore della ristorazione, con bar e ristoranti che potranno riaprire anche al chiuso, rispettando le norme anti-contagio delineate dal Cts, quali «definire il numero massimo di presenze contemporanee (all’aperto e soprattutto al chiuso) in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria ed alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita» oltre che l’invito ai clienti a «indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie tranne nei momenti del bere e del mangiare»

 

martina lumetti

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