Largo Ciampi: insegna coperta per un errore o perché rovinata?

L’inaugurazione di Largo Ciampi, a Roma, si è trasformata in un teatrino tutto italiano: le massime cariche dello Stato erano lì, in pompa magna, impettiti e, forse, orgogliosi di rendere un piccolo omaggio a un pezzo della nostra politica ed economia: Carlo Azeglio Ciampi. Piccolo spoiler: tenete a mente che Azeglio si scrive con la “g”.

Tutto è perfetto, anche la giornata che ha riservato sole e cielo terso, ognuno è ai suoi posti, le facce da circostanza sono impostate e i discorsi sono stati preparati. È a questo punto che si scopre l’inghippo. Per scoprire quale, proseguite nella lettura.

Largo Ciampi: quando una “g” fa la differenza

Largo Ciampi- Politically Uncorrect
Largo Ciampi- Politically Uncorrect

Mentre tutto procede da copione, si nota che l’insegna con il nome dell’ex Presidente della Repubblica, rimane coperta. La motivazione ufficiale è che si è scheggiata mentre veniva apposta.

Ci sta, può succedere, in fondo è un pezzo di marmo che può rovinarsi mentre lo si colloca al suo posto. Ma qualcuno, nella fattispecie Calenda, nota che il motivo per cui l’insegna non viene scoperta potrebbe essere differente.

Scatta una foto, da cui si evince abbastanza chiaramente che sotto il drappo con i colori di Roma, campeggia un errore piuttosto evidente: invece di Azeglio, è stato scritto Azelio.

Largo Ciampi- Politically Uncorrect
Largo Ciampi- Politically Uncorrect

Il classico errore che se fatto a scuola ci sarebbe valso, nell’ordine, una sgridata per non sapere come si chiamava un uomo tanto importante, una sottolineatura rossa da guinnes dei primati e la gogna pubblica per farci capire l’importanza del nostro involontario errore.

Invece, oggi, l’errore è stato appeso in bella mostra, con tanto di onorificenze e presenza delle più alte cariche statali. E allora ci chiediamo: ma questa insegna, nessuno l’ha vista prima? Chi l’ha commissionata non ha controllato? Oppure l’errore è partito proprio da lì?

Nell’attesa di capire da dove sia partito tutto, iniziamo a capire perché a scuola ci dicevano sempre di fare attenzione e rileggere ciò che scrivevamo. Preziosi insegnamenti perduti.

Tania Carnasciali

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