Covid, la Francia dice addio alle mascherine e l’Inghilterra al freedom day

Covid: Per la Francia addio alle mascherine, per l’Inghilterra al freedom day

È ufficiale, ci sono nuovi aggiornamenti per la situazione covid in Francia e Inghilterra: Da un lato addio a mascherine e coprifuoco, dall’altro vaccini obbligatori e posticipazione del freedom day.

“La Francia è pronta ad abbandonare l’uso delle mascherine all’aria aperta, salvo in alcune circostanze, come nel caso di assembramenti”.

A dare l’annuncio è il premier Jean Castex al termine del Consiglio dei Ministri. Il provvedimento, secondo le parole del numero uno del governo d’Oltralpe, sarà operativo da domani, martedì 17 giugno. A quanto pare Castex, ha anche deciso di anticipare di dieci giorni il termine del coprifuoco, previsto per il 30 giugno e successivamente spostato a domenica 20 giugno.

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“Situazione in rapido miglioramento, in Francia” ha aggiunto Castex, al termine della seduta all’Eliseo, dove ogni mercoledì mattina il Presidente incontra i vari membri del Governo. In questo contesto, il premiere ha giustificato le decisioni parlando di

“Un quadro che sta migliorando anche più rapidamente di quanto pensassimo. Tenuto conto dei risultati è normale fare aggiustamenti alle nostre misure e ad alcuni elementi del calendario, pur mantenendo alto il livello di vigilanza”

Diversa invece è la situazione del Regno Unito, che sembra andare completamente all’opposto, dopo la nuova impennata dovuta alla variante Delta che ha costretto il premier Boris Johnson a rimandare l’annullamento di tutte le restrizioni e il “freedom day” atteso per il 21 giugno e posticipato invece per il 19 luglio.

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Dal quotidiano “The Guardian” arrivano infatti anticipazioni sulla decisione di Downing Street, di rendere obbligatorio il vaccino a chi lavora nelle case di riposo.

Il provvedimento, avrebbe previsto quattro mesi di tempo per tutti i dipendenti delle strutture, per effettuare la vaccinazione. Chi non aderirà alla campagna potrebbe rischiare il trasferimento in altre strutture o addirittura il licenziamento.

Elena Ciccarone

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