Chiuso il procedimento in India contro i due marò

Sono passati ben nove anni da quando la vicenda giudiziaria legata ai due marò di istanza in India ha preso piede e, finalmente, questa macabra vicenda vede scorrere i propri titoli di coda. Quasi un decennio, infatti, è trascorso da quando Salvatore Girone e Massimiliano Latorre aprirono presumibilmente il fuoco su degli inermi pescatori indiani, finendo per ucciderne due, Valentine Jelastine e Ajeesh Pink.

L’India ha messo in pratica la sentenza del Tribunale Internazionale dell’Aja

Il presumibilmente è d’obbligo, poiché il procedimento penale, in Italia, deve ancora iniziare e vale sempre il titolo di innocenza fino a prova contraria, o sentenza emessa. Infatti, i due fucilieri della marina militari, passati agli onori delle cronache in maniera erronea come i due marò, saranno sottoposti a processo nel nostro paese. A deciderlo è stato il Tribunale Internazionale dell’Aja, che si occupa spesso di questo tipo di contenzioso tra nazioni.

due marò

Lo Stato italiano, per l’uccisione dei due pescatori, ha già versato alle famiglie delle vittime un indennizzo pari a 1,1 milioni di euro, che per le finanze del Bel Paese è una cifra decisamente irrisoria. In India, invece, il procedimento legale legato a questa vicenda si è chiuso nella giornata di ieri. Così l’India ha messo in pratica la sentenza appena citata.

Quali sono state le conseguenze delle azioni dei due marò?

Archiviata la pratica nella nazione più popolosa del mondo, è tempo per la magistratura italiana di aprire la propria. La speranza dei due marò è quella di trascinare il procedimento sino all’archiviazione. Nonostante questo, la vicenda lascia una profonda cicatrice nella nostra cultura nazional popolare. Tra perizie di parte, rientri, permessi, malattie e incidenti diplomatici, la vicenda è stata spesso impugnata dalle opposizioni come prova evidente di mal governo. Le azioni di due marò dall’altra parte del mondo hanno avuto un peso enorme sulla vita di tutti noi.

Data la natura internazionale e il risalto mediatico della vicenda, sarà la procura di Roma a occuparsi dell’inchiesta. I tempi appaiono serrati e il procedimento dovrà concludersi entro l’estate. I due marò, infatti, sono stati accusati di omicidio volontario. Il primo passo sarà riascoltare i due militari, nove anni dopo la vicenda e ben otto la prima dichiarazione rilasciata alla magistratura.
Viste le premesse, è giusto che il processo abbia luogo e che si arrivi a una sentenza quanto prima.

Alex Rossi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

google.com, pub-1977910587878590, DIRECT, f08c47fec0942fa0