Matteo Renzi e DdL Zan : il leader di Italia Viva fa marcia indietro

La politica italiana continua a essere ostaggio di Matteo Renzi e DdL Zan : l’ex premier e leader di Italia Viva ha infatti ritirato l’appoggio al disegno di legge che si propone  di allargare le fasce di popolazione che possono essere soggette a varie forme di discriminazione, verbale o fisica. Tra questi rientrano transgender, omosessuali e portatori di handicap.

Matteo Renzi e DdL Zan: di cosa stiamo parlando? Il punto di vista della Lega e non solo

Matteo Renzi e DdL Zan
Matteo Renzi e DdL Zan

La proposta, presentata proprio dal senatore Zan, prevede l’estensione della legge Mancino per le categorie sopracitate. In questo modo, il nostro paese avrebbe un nuovo, potente, strumento per combattere ogni forma di discriminazione o di istigazione all’odio.

In questo particolare frangente, però, si è mossa una feroce opposizione, che ha chiamato in causa prima la destra, con la Meloni in prima linea, e in seconda battuta la chiesa cattolica.

Matteo Renzi e DdL Zan
Matteo Renzi e DdL Zan

I partiti affiliati alla Lega, infatti, ritengono che la legge possa essere utilizzata per reprimere il dibattito pubblico sulla questione limitando la libertà di parola. Giorgia Meloni, con il suo partito, sta respingendo questa proposta con una estenuante opposizione, mentre Salvini, nonostante l’appoggio formale alla maggioranza, alimenta il fuoco del dibattito pubblico remando contro al progetto.

Renzi, ora, è tornato ad essere l’elemento che detiene l’equilibrio del Senato: da una parte, la sinistra e i cinque stelle, sostenitori del progetto, dall’altra le destre, formalmente a favore, ma ideologicamente contrarie. Sulla base di questo ragionamento, il leader di Italia Viva ha definitivamente fatto decadere il progetto, poiché, a sua detta, non ci sarebbero i numeri.

Si prospetta, dunque, una situazione speculare a quella relativa alla caduta del Conte II. Una spada di Damocle sulla testa del PD.

Matteo Renzi e DdL Zan: in arrivo il DdL Scalfarotto? Il punto di vista della Chiesa

Matteo Renzi e DdL Zan
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Il Partito Democratico, infatti, sarebbe il vero sconfitto di questa battaglia ideologica. Renzi è disposto a trattare il suo appoggio, a patto di sostituire il ddl Zan con il DdL Scalfarotto, un vecchio progetto di legge padre della nuova proposta e intestato a uno dei più fedeli renziani.

In questo modo, però, l’ex maggioranza rischia di dare un nuovo segno di debolezza, dimostrandosi totalmente in balia delle richieste dell’ex sindaco di Firenze. Un gigante dai piedi d’argilla.

Dal punto di vista ideologico, il ddl Zan avrebbe un’importanza fondamentale soprattutto dal punto di vista europeo. Il progetto, infatti, sarebbe in totale antitesi con le proposte di legge approvante di recente da Polonia e Ungheria, i cui leader sono, da sempre, i compagni di merende prediletti di Salvini.

Anche per la chiesa approvare il disegno di legge Scalfarotto sarebbe una vittoria. Infatti, il Vaticano ha ribadito più volte di come questo disegno di legge rappresenti un punto di non ritorno.

Matteo Renzi e DdL Zan
Matteo Renzi e DdL Zan

La chiesa, infatti, da sempre condanna l’omosessualità (salvo rare eccezioni) e l’identificazione sessuale non binaria, e l’approvazione del ddl Zan, a detta loro, impedirebbe alle singole parrocchie di potersi pronunciare contro questi atteggiamenti.

Come già detto, però, il disegno di legge non prevede alcun tipo di pena per chi esprime liberamente il proprio pensiero, ma condanna i singoli episodi di odio e discriminazione.

Discorso diverso, invece, quello legato alle scuole: il disegno di legge, infatti, vorrebbe approvare una giornata nazionale contro l’omofobia, in modo tale che anche nelle scuole si possa dedicare qualche ora per sensibilizzare i giovani cittadini di domani su questo tema.

La chiesa, dunque, vorrebbe impedire che le proprie scuole sparse su tutto il territorio nazionale siano obbligate a seguire questo programma.

Alex Rossi

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