Ddl Zan, scintille alla discussione in Senato, seduta rimandata al 20 luglio

Il Ddl Zan continua la sua epopea giuridica. Dopo essere passato al vaglio dal giudizio della camera, questa volta tocca al Senato a esprimersi sul disegno di legge più controverso degli ultimi anni.

In aula, sono scoppiate scintille. La feroce arringa della destra, guidata da Simone Pillon, è stata tanto efficace quanto poco inerente al tema trattato. Sono tornati di moda genitore 1 e genitore 2 (ricordate “Io sono Giorgia“, tormentone pre pandemia?), l’ora di gender nelle scuole e la libertà di parola. Peccato che nessuno di questi temi venga toccato dalla proposta del PD. Il Disegno di Legge, infatti, prevede l’allargamento della legge Mancino, già in vigore in Italia, anche per tutti coloro che vengono discriminati a causa del proprio orientamento sessuale, del proprio genere o disabilità. Temi completamente estranei alla maggior parte dei discorsi fatti in aula.

Il PD, però, non sembra in grado di rispondere per le rime. La voce roboante dell’opposizione ha messo a tacere la maggioranza e la contorta posizione di Renzi rende il tutto ancor più fosco.

I due Matteo, Renzi e Salvini, per la prima volta si ritrovano dallo stesso lato della barricata: entrambi sostengono che non ci siano i numeri per fare approvare la legge. L’ex sindaco di Firenze adduce alla scusa del voto segreto e dei franchi tiratori, mentre il leader del Carroccio monta sullo stesso carro, definendo impresentabile il disegno di legge allo stato attuale.

Ddl Zan: salvo per un voto, seduta rimandata al 20 luglio

In seguito alla discussione avvenuta in Senato, che si è protratta il 13, 14 e 15 luglio, e che ha visto la proposta di sospensiva venire respinta con 135 voti a sfavore e 136 favorevoli, si è deciso di rinviarla, proseguendo il 20 luglio. La medesima data rappresenta anche la scadenza per i partiti per presentare emendamenti alla proposta di Legge. L’annuncio è arrivato dal vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa, che dirigeva l’assemblea.

Seppur diversi dei partiti che presiedevano alla discussione siano d’accordo con l’approvazione del Disegno di Legge senza modifica alcuna, ce ne sono altri, quali Italia Viva e le Autonomie, che rimarcano la necessità incombente, a detta loro, di modificare il testo. Matteo Renzi, il leader di Italia Viva, sostiene, in particolare, che servano modifiche ai punti riguardanti il gender e le iniziative nelle scuole.

A Palazzo Madama, quindi, gli scontri non sono affatto conclusi. Il PD non sembra essere intenzionato a cedere alle richieste di modifica al Ddl richieste dalla destra, definendo il leader della Lega, Matteo Salvini, un “interlocutore senza nessuna credibilità“, stando alle parole del capogruppo Franco Mirabelli.

Martedì, si spera, si arriverà a un punto di svolta per il Ddl Zan. Potrebbe venire richiesto dai senatori il voto segreto: il Ddl Zan rientra tra i Disegni di Legge con i quali è possibile richiederlo. Insomma, dopo tanta bufera, tante discussioni e controversie, la Legge Zan potrebbe concretizzarsi, diventare realtà. O almeno, questo è quanto viene auspicato dai più, da tutti coloro che la supportano.

 

Ddl Zan
Ddl Zan (fonte: Sky TG24) – Politically Uncorrect

Martina Zennaro

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