Import mare, container scarsi e costosi. Saranno i consumatori a pagarne le spese?

Il costo dei container ha ormai raggiunto valori a 5 cifre. Tariffe record ma anche ritardi e inconvenienti continui. Quali potrebbero essere le conseguenze?

Dopo il lungo stop dovuto alla pandemia molte aziende italiane si trovano ora in difficoltà a causa dell’impennata dei costi di trasporto e alle difficoltà nel reperire container vuoti. Numerosi ritardi, cambi di rotta e imprevisti continui non fanno altro che esasperare una situazione già critica.

L’impatto del Covid 19 ha generato uno sbilanciamento tra i volumi di merci diretti verso Unione Europea e USA e quelli in entrata nei paesi asiatici, questo provoca la mancanza di container.

A partire da Novembre 2020 gli armatori hanno applicato un costante aumento dei prezzi, facendo registrare una vera e propria impennata delle tariffe marittime. A titolo esemplificativo basti pensare che per a Ottobre dello scorso anno il nolo medio di un CNTR da 40′ da Hong Kong a Genova era tra i 2400 e i 3000$, a metà luglio 2021 le tariffe si aggirano sui 10.000$ e oltre.

Per un trasporto via mare Shanghai-Rotterdam di un container di acciaio di 40 piedi i costi sono di circa 10.522 dollari, il  547% in più rispetto alla media stagionale degli ultimi cinque anni.

Da uno studio effettuato dalle associazioni spedizionieri Genovesi ha evidenziato come questo aumento tariffario incida notevolmente sul costo complessivo di alcune tipologie di articoli, come il legno i metalli, numerose materie prime utilizzate poi per altri tipi di produzione, articoli tessili o di pelletteria di fascia di prezzo media e medio/bassa.

Situazione analoga, talvolta anche peggiore, per quanto riguarda i trasporti da Cina e Indonesia verso gli USA. Al momento è necessario prenotare spazi con una media tra le 4 e le 6 settimane di preavviso ipotizzando noli al di sopra dei 20.000 $ e con il rischio di non riuscire ad imbarcare la merce per mancanza di contenitori, in particolare 40′ e 40 HC, le dimensioni più capienti.

La complessità della situazione si ripercuote anche sui costi export.

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Shangai Shipping Index 2020

Gli incidenti in mare

Nel 2021 inoltre le cronache riportano numerosi incidenti. Nel mese di Marzo l’Ever Given un colosso da 200.000 tonnellate capace di trasportare 20.000 containers, si è incagliata nel canale di Suez bloccando il traffico marittimo per diversi giorni. Di fatto si è presentata una situazione ad altissimo impatto, con conseguenze non previste nelle analisi di risk assessment più concentrato, fino a quel momento, sui fattori rischio politici anziché ,sulla possibilità di incidenti di navigazione.

In seguito una portacontainer ha avuto un incidente nel porto di Yantian con conseguente caduta in mare di parte della merce e danni alla struttura del porto e 10 luglio scorso la Zephyr Lumos di 15mila teu, è entrata in collisione con la rinfusiera Galapagos mentre navigava nello Stretto di Malacca.

Episodi che hanno causato molti danni indiretti ,preoccupazione e una serie di ritardi e difficoltà nel traffico marittimo.

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Incidente stretto di Malacca

Che conseguenze potrebbero derivare da questa situazione dei container?

Da una prima analisi si evidenzia un aumenti dei prezzi delle materie prime, in particolar modo nei comparti delle costruzioni e dei settori manifatturieri di metallurgia, legno gomma e materie plastiche, mobili, autoveicoli, prodotti in metallo e apparecchiature elettriche.

Alcune aziende del settore tessile e moda di medio livello hanno sospeso le importazioni e anche per quanto riguarda le riparazioni inizia a scarseggiare la componentistica.

Una situazione complessa che potrebbe portare alla diminuzione dell’offerta, almeno a livello di scelta, e ad un aumento dei prezzi al consumatore.

Per quanto riguarda la vendita al dettaglio vi sono tre scelte: si interrompe il commercio, si aumentano i prezzi oppure si assorbono i costi per trasferirli in un secondo momento.

Questo fatto allarma già i mercati globali, che si preparano alla possibile accelerazione dell’inflazione in Italia e non solo .

Per ora le banche centrali sembrano ottimiste, contando su una risoluzione graduale della situazione ma gli esperti del settore, seppur con molte cautele, già parlano di tariffe costanti o in leggera deflessione almeno fino a febbraio 2022.

 

 

 

 

Raffaella Dellea

Aspirante scrittrice, blogger e articolista dal 2017. Curiosa ed eclettica ama informarsi e rielaborare le informazioni. Laureata in ingegneria ma appassionata di psicologia e filosofia segue con interesse le tematiche relative alla crescita personale e all'ottimizzazione dei tempi e degli stili di vita. Nel 2021 ha conseguito il certificato di acquisizione della competenza trasversale "imparare ad imparare".

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