Vacanze ai tempi del Covid-19 : istruzioni per l’uso

Viaggiare con il Covid-19: che cosa serve? L’aumento dei contagi e la diffusione sempre più veloce della variante Delta (per non parlare dell’ombra della variante Epsilon) sembrano non aver frenato la voglia di viaggiare all’estero, dopo il passato anno e mezzo in cui il settore del turismo e dei viaggi è stato letteralmente messo in ginocchio dalle pandemia, con danni anche ai settori ad esso collegati che hanno risentito soprattutto in Italia, dell’assenza dei turisti stranieri.

viaggiare con il Covid-19
viaggiare con il Covid-19

La ripresa è stata lenta ma incoraggiante, con l’introduzione del Green Pass per favorire la lenta ripresa del settore turistico, ma i vari Paesi dell’Unione Europea sembrano agire in modo non uniforme, talvolta adottando maggiori misure di sicurezza, in aggiunta al certificato verde e al tampone molecolare negativo, che deve essere eseguito almeno 48 ore prima della partenza. Vediamo di fare il punto, quindi, su cosa è necessario per viaggiare all’estero Paese per Paese

Viaggiare con il Covid-19: il Green Pass, come e quando usarlo

Come ormai abbiamo imparato, il Green Pass (o certificato verde) è una certificazione rilasciata dalle autorità sanitarie locali e che consente di accedere a diversi servizi (ad esempio, consente di partecipare a matrimoni ed altre cerimonie) oltre che viaggiare in Europa senza sottoporsi a quarantena preventiva una volta giunto nel paese di destinazione.

Tuttavia negli ultimi giorni, proprio il certificato verde è stato oggetto di dibattito sulle condizioni di rilascio e la durata della validità, oltre che per i servizi che ne dovrebbero necessitare l’utilizzo.

Green Pass
viaggiare con il Covid-19

Anche in questo frangente, le diverse Nazioni dell’Unione Europea, almeno per quanto riguarda i viaggi, stanno agendo in modo sparso, con le proprie regole: ad esempio in Francia, teatro negli ultimi giorni di numerose proteste, il Green Pass, che viene rilasciato con il completamento del ciclo vaccinale o l’esito di un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti, diventa obbligatorio anche per entrare in bar, ristoranti, centri commerciali, treni, aerei e pullman di lunga distanza, oltre che per eventi musicali e culturali.

Inoltre, a chi proviene da aree “verdi” è permesso l’ingresso in Francia senza alcun tampone, a patto che abbia già completato il ciclo vaccinale, o in alternativa un test PCR o un test antigenico, con risultato negativo, effettuato meno di 72 ore prima della partenza.

Viaggiare con il Covid-19: il PLF (Passenger Locator Form)

viaggiare con il Covid-19
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Negli ultimi giorni diversi viaggiatori diretti in alcuni paesi come Belgio, Cipro, Croazia, Estonia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna e di recente anche Italia si sono trovati a dover essere in possesso di un ulteriore certificazione per viaggiare con il Covid-19: si tratta del cosiddetto PLF ( sigla che sta per Passenger Locator Form).

viaggiare con il Covid-19
viaggiare con il Covid-19

Si tratta di un documento importante ai fini del tracciamento dei contagi, in quanto consente alle autorità sanitarie per raccogliere le informazioni sui viaggiatori al fine di poterli contattare velocemente nel caso in cui siano stati esposti al Covid. Tale certificazione dev’essere compilata sia se si giunge per via aerea, via mare (traghetti e crociere) o via terra (autobus, treno, auto), sul sito dell’Unione Europea Re-open EU.

 

martina lumetti

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