È morto Rodney Alcala, il più sanguinoso serial killer della storia americana

È morto per cause naturali all’età di 77 anni, il noto omicida seriale americano Rodney Alcala.

Egli fu soprannominato il “ Dating game killer “non solo per la partecipazione e vittoria all’omonima trasmissione di coppia statunitense molto in voga negli anni ’70, ma soprattutto per le violenze ed uccisioni di numerose donne che riuscì ad adescare con i suoi modi affabili e la sua professione da fotografo. Il conto totale non è ancora stimabile, ma alcuni esperti sostengono che potrebbe aver ucciso addirittura 130 persone. Purtroppo il processo definitivo, giunto solo 31 anni dopo l’ultimo omicidio , decretò il riconoscimento di “sole” 7 donne aggredite ed alcune uccise con conseguente condanna a morte mai arrivata per cavilli legali , ma anticipata da quella naturale.

La morte del serial killer

Dopo la morte di giornalisti e truffatori che si sono contraddistinti nella storia , vi è un serial killer che innumerevoli volte è riuscito a fuggire e nascondersi dalle forze dell’ordine.

Alcala è morto per cause naturali in California prima che potesse essere giustiziato.

Egli stava attendendo la pena capitale, che per motivazioni di salute , burocratiche e legali tardò ad arrivare. Le sue condizioni precarie lo avevano sottratto al carcere penitenziario di San Quintino in California e condotto a quello di San Joaquin Valley.

Le problematiche che indussero il ritardo della sentenza si rinvengono anche nella moratoria sulle esecuzioni voluta dal governatore democratico californiano Gavin Newson, in vigore tutt’ora.

Bisogna ricordare che in California la pena di morte è stata reintrodotta “de iure “ nel 1978 e “ de facto” nel 1992.

Chi era il killer Rodney Alcala?

Rodney Alcala
Rodney Alcala

Rodney Alcala nacque in Texas , poi  si trasferì con sua madre in California, luogo in cui iniziò il suo percorso di sangue. Intraprese la carriera dell’esercito, anche se dopo soli 3 anni venne congedato per problemi mentali. Decise allora di dedicarsi ad una sua grande passione, la fotografia, di cui potè facilmente servirsi per alimentare l’altra: il desiderio di uccidere.

Rodney Alcala
Rodney Alcala

Secondo gli investigatori la sua prima aggressione risale al 1968, quando decise di sequestrare e violentare una bambina di soli 8 anni, Tali Shapiro, nella zona di Hollywood. Per fortuna ci fu un testimone che chiamò la polizia e fece evitare la disgrazia, il killer però riuscì a fuggire. Una volta libero, assunse una falsa identità (John Berger)ed  incominciò a coltivare la passione per la fotografia e frequentare una scuola per attori a  New York ,dove a volte insegnava il regista Roman Polanski. Durante questi impieghi ,  furono molte le vittime , anche se non tutte accertate , a tal punto che venne inserito nella Mosted  Wanted dell’ FBI.

La sua immagine iniziò così a circolare sul territorio statunitense e nel 1971 una coppia di studenti d’arte in una scuola del New Hampshire scoprì che il volto nel manifesto era del loro insegnante. Venne subito arrestato e condotto a processo per i precedenti omicidi da cui era sempre riuscito a fuggire. A Rodney furono dati soli 3 anni di carcere per mancanza di sufficienti testimonianze.

In seguito decise  di trovare lavoro come tipografo in un quotidiano e tentò di partecipare ad un programma televisivo:

The Dating Game
THE DATING GAME 

esso fu un reality di gioco di coppia molto famoso in America nel corso degli anni ’70. Il 13 settembre del 1978 andò in onda un episodio in cui il giovane promettente single Rodney Alcala venne scelto da una partecipante di nome Cheryl Bradshow. La ragazza però fu colpita da un brutto presentimento che ebbe nel corso di una breve conoscenza durante la  pausa della trasmissione dietro le quinte, che lo indusse ad esclamare:

“ Si comportava in modo inquietante , ho deciso così di  rifiutare l’offerta “

Il momento della condanna di Rodney Alcala

Nel 2010 la polizia ha rilasciato dozzine di fotografie di giovani donne che erano state trovate in un armadietto che il signor Alcala teneva a Seattle nel 1979 e decisero di renderle pubbliche così da ottenere la collaborazione dei cittadini.  Diverse donne si fecero avanti, sostenendo che un fotografo aveva scattato  loro foto a New York negli anni ’70.

Subito dopo si tenne un processo presso la Corte Suprema dello Stato di New York a Manhattan, nel quale il giudice Bonnie G. Wittner Sobbed accusò Rodney Alcala di aver aggredito le seguenti  donne:

  • 1968 Aggressione a Tali shapiro (di anni 8)
  • 1977 Uccisione di Ellen Jane Hover, i cui resti sono stati rinvenuti l’anno successivo, Jill Barcomb( di anni 18) e Georgia Wixted( di anni 27)
  • 1978 Charlotte Lamb ( di anni 32)
  • 1979 Monique Hoyt , Jill Parenteau( di anni 21) e Robin Samsoe( di anni 12 )

Le autopsie rivelarono particolari feroci: iniziava a strangolarle, faceva loro perdere i sensi,  le svegliava e le sottoponeva a nuove torture e nel mentre scattava  fotografie..

Va aggiunto un dettaglio singolare avvenuto durante il processo: per cinque ore l’accusato si è interrogato da solo al banco dei testimoni, rivolgendosi a se stesso come “Mr. Alcala”, con voce profonda, e rispondendosi poi con tono normale.Il giudice prima di emettere la sentenza finale che decreta la pena capitale a Rodney Alcala così commenta :

“Questo tipo di caso è qualcosa che non ho mai sperimentato, spero di non tornare mai più”

Lorenzo Salerni

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