Isis-K: il terrorismo torna a far paura

Isis-K:il ritorno dello Stato Islamico. Gli attentati di ieri a Kabul sono stati l’apice di una situazione di forte tensione in Afghanistan in seguito al ritiro delle truppe straniere e alla presa di potere da parte dei talebani, e proprio le truppe dei Paesi occidentali, soprattutto inglesi ed americani, sono state il principale bersaglio degli attacchi kamikaze, riconducibili secondo quanto confermato dall’intelligence non alle milizie dei “Figli di Dio”, ma all’ Isis-K, che in serata si è attribuito con un post Twitter, la responsabilità degli attacchi. Ma cosa si cela dietro questo gruppo jihadista?

Chi è l’Isis-K? Le origini

L’Isis-K (dove K sta Khorasan) è il gruppo affiliato dello Stato islamico attivo soprattutto  in Afghanistan e Pakistan, e rappresenta il più estremo e violento di tutti i gruppi jihadisti presenti nel Paese mediorientale.

Isis-K
Isis-K

Nasce tra il 2014 e il 2015 nella provincia del Khorasan (da cui prende il nome) un territorio al confine afghano con il Pakistan, in seguito al tradimento da parte di alcuni comandanti talebani che decidono di giurare fedeltà allo Stato Islamico e al suo leader Abu Bakr al-Baghdadi (in carica fino al 2019). Dal 2015 ha luogo un intenso reclutamento di jihadisti sia afghani che pakistani, ma soprattutto membri disertori dei talebani che non considerano la propria organizzazione abbastanza estrema.

Isis-K e talebani: le due facce del terrorismo jihadista?

Isis-K
Isis-K

Proprio dal 2015 comincia la rivalità tra i due gruppi terroristici, che seppure condividano il legame con la Rete Haqqani (gruppo di insurrezionalisti islamici attivo in Afghanistan e Pakistan da sempre considerato dalla NATO una delle minacce più consistenti nella guerra dell’Afghanistan), sono diversi dal punto di vista ideologico, politico e militare.

Se da una parte i talebani da sempre sono per la creazione di un loro emirato all’interno dei confini afghani, l’ISIS-K ha più mire espansionistiche del Califfato esteso all’Asia centrale e meridionale.
Altro punto di divergenza è l’interpretazione della sharia che a detta dei membri del Califfato nei talebani non è sufficientemente rigida, tanto che i primi  considerano l’etnia Pashtun (principale etnia all’interno del movimento talebano) come religiosamente “impura” e politicamente compromessa con il “diavolo” occidentale, rappresentato soprattutto dal popolo americano.
Altro aspetto da non sottovalutare nella rivalità tra l’ISIS-K e i talebani é l’avvicinarsi di questi ultimi ad al Qaida, nemica giurata dell’ISIS da sempre.

Isis-K in Afghanistan: quali sono le loro intenzioni?

Popolo americano, e in generale quello occidentale, che ad oggi è considerato il principale bersaglio di questa frangia estrema dello Stato Islamico, un nemico che va cacciato con ogni mezzo. Principale ma non unico: tra i bersagli dell’Isis-K vi sono anche diverse minoranze religiose come l’etnia Hazara, gli afghani dai tratti mongoli della regione centrale dell’Hazarajat, rei a detta dei miliziani jihadisti di essere “apostati ed infedeli” in quanto di religione sciita.

A questi si aggiungono le forze di sicurezza afgane, i politici e i ministeri afgani, i talebani, le minoranze religiose, compresi i musulmani sciiti e i sikh, le forze statunitensi e della Nato e le agenzie internazionali, comprese le organizzazioni umanitarie.

Una grande sfida alla sicurezza per il “giovane” governo talebano, condivisa con le agenzie di intelligence occidentali.

martina lumetti

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