Fake choc di Sileri: il covid uccide più del cancro. E poi si sorprendono se i cittadini non si fidano della campagna vaccinale

Che le notizie riportate da alcuni virologi ben voluti dalle televisioni nazionali non siano sempre veritiere, è ormai un dato di fatto con cui persino i più scettici hanno dovuto fare i conti.

Ma questa volta una frase detta da Sileri (chirurgo e sottosegretario alla salute) ha fatto storcere il naso anche ai più fedeli.

Il covid uccide più del cancro. La fake choc di Sileri propagandistica e umiliante

Una dichiarazione che ha dell’allucinante e al contempo porta con sé una concreta offesa verso chi, di cancro, è morto davvero.

Fake choc di Sileri sulle morti covid
Fake choc di Sileri sulle morti covid

Il Governo sta vagliando tutte le strade possibili e impossibili per raggiungere la tanto agognata immunità di gregge, ma abbassarsi nel comunicare in diretta nazionale delle fake choc per convincere i più reticenti a farsi il vaccino, è un giochetto subdolo e machiavellico che trova radici solo nella loro ormai collaudata capacità di raggirare le notizie per poi smentirle in pochi giorni.

Nessuno nega che il covid sia diventato un problema sociale e sanitario, ma da qui a dire che crea più morti del cancro implica un tale grado di coercizione da far vacillare qualsiasi atto di fiducia che i cittadini possono mostrare verso le decisioni prese dal Governo.

Sileri è divenuto quindi la base che sostiene tutto il castello di comunicazioni false e distorsive?

Sì! A giudicare i commenti poco complimentosi da parte di testate come La Verità o Panorama (per citarne un paio).Che sia corretto affidarsi al ragionamento scientifico di fronte ad una emergenza sanitaria è vero. Ma di vero nelle parole di Sileri non c’è proprio niente.

A conferma di ciò entrano in gioco i dati Airtum ( Associazione Italiana Registro Tumori) che nel 2017 hanno registrato ben 180.000 vittime per cancro in soli 12 mesi. Numeri tra l’altro, come ha voluto di proposito dimenticare di citare Sileri, sono destinati a crescere a causa del crollo degli screening.

Ciò premesso, come è possibile sparare numeri a caso  e fake choc col solo scopo di spaventare la gente e nello stesso tempo cercare di convincere quest’ultima a lasciarsi guidare senza dubbi?

Del resto è facile trovare accanimento (superfluo e senza uno scopo ben chiaro) verso chi nutre dubbi sui vaccini e le mancate cure che, pur essendoci, non sono per il momento state approvate. Ed è facile etichettare gli scettici come “no-vax”, quando i dubbi sono stati resi possibili solo da chi dovrebbe trovare una soluzione al problema.

Forse, se le comunicazioni fossero più precise e se non si volesse basare la campagna vaccinale su fake choc aberranti, l’immunità di gregge l’avremmo raggiunta da settimane

E forse, se anziché penalizzare, umiliare, additare e minacciare chi ha dei dubbi -ottenendo quindi di scaturire ancor più dubbi- si provasse ad essere più limpidi e realistici, non avremo tutti questi cittadini spaventati da una campagna vaccinale.

Silvana Uber

Vicepresidente di una casa editrice nel triveneto, scrittrice per Leonida Edizioni, Eracle Editore, Titani edizioni e talent scout per autori emergenti. Mamma, amante dell'Africa... e del prosecco!

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