Femminicidio di Vicenza, il marito arrestato dai Carabinieri

Risale a poche ore fa l’arresto di Pierangelo Pellizzari, 61 anni, che la mattina del 10 settembre ha ucciso a sangue freddo la moglie Rita Amenze, 30 anni, con quattro colpi di pistola. Il movente del femminicidio di Vicenza, l’ennesimo, è di natura sentimentale: Rita, che era da poco rientrata da un viaggio nel suo paese d’origine, la Nigeria, da cui era partita quattro anni fa alla ricerca di un futuro migliore, voleva lasciare il marito.

Femminicidio di Vicenza, l’arresto di Pellizzari

Sposati dal 2018, la coppia risiedeva a Villaga, località vicino a Noventa Vicentina (provincia di Vicenza), dove Rita aveva trovato lavoro. Già da alcuni mesi, a causa delle liti frequenti, i due non condividevano più la stessa abitazione. La motivazione alla base dei conflitti era la volontà della donna di far arrivare in Italia i tre figli rimasti in Nigeria.

La mattina del 10 settembre, probabilmente dopo l’ennesima lite, Pierangelo Pellizzari, che nella fedina penale aveva già una condanna per violenze inflitte alla ex, ha fatto fuoco sulla moglie mentre si trovavano di fronte all’azienda dove Rita lavorava. Tre proiettili le hanno sfigurato il viso, mentre il quarto è arrivato alle spalle, senza lasciarle scampo. Con un’arma che, per giunta, non era autorizzato a detenere, in quanto nel 2008 gli era stato revocato il porto d’armi per il suo atteggiamento violento.

Dopo il femminicidio di Vicenza, Pellizzari si è dato alla fuga, dopo aver sparato un colpo in aria per creare confusione e riuscire a scappare. Prima con la sua jeep grigia, poi una vespa, per inoltrarsi infine nelle campagne di Villaga a piedi. Alle 14 di oggi, sabato 11 settembre, è stato ritrovato e arrestato dai Carabinieri mentre era barricato in una casa di Villaga, la pistola ancora in tasca, dopo aver cercato invano di intrufolarsi nella sua abitazione, che si trova nei dintorni, senza essere visto.

 

Femminicidio di Vicenza
Femminicidio di Vicenza (fonte: bigodino.it) – Politically Uncorrect

Martina Zennaro

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