Ucraina: due soldati uccisi negli scontri con i separatisti filorussi.

In Ucraina continuano gli scontri tra l’esercito di Kiev e i separatisti filorussi di Lugansk e Donetsk. Le forze armate parlano di due soldati uccisi e 10 feriti nell’ultimo attacco dei ribelli. Nel frattempo si riaccendono le accuse contro la Russia.

Ucraina: due soldati uccisi negli scontri con i separatisti filorussi: i fatti.

Continua il braccio di ferro tra l’esercito ucraino e le milizie separatiste filorusse nelle province orientali del Paese.

Le regioni di Donetsk e Lugansk nel Donbass sono in guerra dal 2014 con Kiev per ottenere la secessione. Il conflitto nel Donbass, abitato in maggioranza da russofoni, è iniziato nel 2014 dopo l'annessione russa della penisola di Crimea. (Fonte: Global Research)
Le province di Donetsk e Lugansk nel Donbass sono in guerra dal 2014 con Kiev per ottenere la secessione. Il conflitto nel Donbass, abitato in maggioranza da russofoni, è iniziato dopo l’annessione russa della penisola di Crimea. (Fonte: Global Research)

In una nota le truppe regolari di Kiev fanno sapere che gli scontri con le forze ribelli sono ricominciati. I separatisti, dicono i militari, hanno bombardato le posizioni ucraine con artiglieria di grosso calibro, lanciagranate e droni.

Gli attacchi delle ultime 24 ore sono avvenuti principalmente nella regione di Donetsk e hanno lasciato sul terreno due soldati uccisi e 10 feriti tra le forze di Kiev.

Per fortuna non ci sono state vittime tra i civili.

Il bilancio per l’Ucraina è pesante: dall’inizio di quest’anno sono morti 52 soldati nelle regioni secessioniste, mentre l’anno scorso 50.

Dall’altra parte dello schieramento, i separatisti di Donetsk e Lugansk hanno perso più di 30 uomini da gennaio.

Ucraina: due soldati uccisi negli scontri con i separatisti filorussi: le accuse contro la Russia.

In questi giorni il governo ucraino e i suoi alleati in Occidente sono di nuovo tornati ad accusare la Russia di sostenere le forze separatiste con uomini e armi. Mosca, che nel 2014 ha annesso la Crimea, ha negato ogni coinvolgimento nel conflitto che insanguina l’Ucraina da ormai sette anni.

Venerdì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha  parlato del possibile scoppio di una “guerra totale” con la Russia.

Tuttavia il portavoce di Putin Dmitry Peskov ha risposto a Zelensky bollando la sua ipotesi come “apocalittica”.

Il portavoce di Vladimir Putin Dmitry Peskov ha definito "apocalittica" l'ipotesi espressa venerdì scorso dal presidente ucraino Zelensky riguardo ad una "guerra totale" con la Russia. (Fonte: TASS)
Il portavoce di Vladimir Putin Dmitry Peskov ha definito “apocalittica” l’ipotesi espressa venerdì scorso dal presidente ucraino Zelensky riguardo ad una “guerra totale” con la Russia. (Fonte: TASS)

Sempre venerdì, le truppe russe e bielorusse hanno compiuto delle esercitazioni congiunte che hanno coinvolto 200000 soldati.

Invece in aprile Mosca ha inviato 100000 uomini sul confine con l’Ucraina generando tensione e paura per un’escalation del conflitto. La minaccia è stata allontanata dopo il ritiro delle truppe di Mosca.

Pierpaolo Pisciella

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