Una ricerca vuole riformare l'”albero delle lingue”.

Una rivoluzione attende l'”albero delle lingue”? I ricercatori dell’Istituto di Santa Fe di Mosca stanno analizzando attraverso nuovi metodi le lingue e i loro antenati. Il loro obiettivo è quello di ricostruirle in maniera più precisa.

Una ricerca vuole riformare l'”albero delle lingue”. Ricostruire l’origine delle lingue.

Tutte le lingue del mondo, si sa, hanno una loro genesi, evoluzione ed estinzione. Inoltre è noto da molto tempo che si contaminano tra di loro e sono imparentate come in una famiglia biologica.

Queste caratteristiche fondamentali delle lingue sono note sin dagli albori della linguistica storica. Per tracciare i rapporti di parentela tra i vari idiomi e darne una raffigurazione intuitiva si usa l’immagine dell’albero genealogico  e dei suoi rami.

Questa immagine dà una rappresentazione al così detto "albero delle lingue". Il primo a posizionare le lingue come in un albero genealogico fu August Schleicher nel 1861. La sua teoria era influenzata dalle altre scienze come la biologia, ma presenta diversi difetti come l'eccessiva rigidità. Anche se fu messa in crisi dalla teoria delle onde di Johannes Schmidt, questo schema viene studiato ancora oggi. (Fonte: Fanpage)
Questa immagine dà una rappresentazione al così detto “albero delle lingue”. Il primo a posizionare le lingue come in un albero genealogico fu August Schleicher nel 1861. La sua teoria era influenzata dalle altre scienze come la biologia, ma presenta diversi difetti come l’eccessiva rigidità. Anche se fu messa in crisi dalla teoria delle onde di Johannes Schmidt, questo schema viene studiato ancora oggi. (Fonte: Fanpage)

Il primo ad usare questa formula è stato August Schleicher nell’Ottocento ed è ad oggi il metodo migliore per dividere e rappresentare le singole lingue, i gruppi, i sotto-gruppi e le lingue-madri da cui derivano.

Tuttavia questa teoria, per quanto semplice e intuitiva, ha dei limiti dovuta alla sua rigidità e ai metodi di ricostruzione dei linguisti. Questi ultimi, infatti, diventano via via meno precisi ed efficaci più ci si spinge in profondità nel passato alla ricerca delle lingue-madri.

Partendo da questo limite, gli studiosi dell’Istituto di Santa Fe nella capitale della Russia stanno provando a ricostruire l'”albero delle lingue” e giungere alla madre dei vari gruppi linguistici attraverso un  nuovo metodo di analisi.

Questo nuovo approccio si chiama “ricostruzione onomasiologica” e differisce dal solito metodo comparativo perché si focalizza sulle parole usate in una proto-lingua per esprimere un certo significato e non sulla ricostruzione di forme fonetiche di esse e associarle a dei vaghi significati.

Il team di George Starostin, professore della Higher School of Economics di Mosca, ha scelto una lista di 110 concetti (tra cui “roccia”, “fuoco” e “umano”) per penetrare all’interno della lingua.

“Noi dobbiamo arrivare allo strato più profondo della lingua per identificare le sue origini perché gli strati più esterni sono contaminati. Vengono facilmente corrotti da sostituzioni e prestiti.”

Infatti, sostiene il professor Starostin, più si va indietro nel tempo meno i metodi di comparazione linguistica tradizionali sono efficaci per cercare dei correlati significativi.

Una ricerca vuole riformare l'”albero delle lingue”. Gli esperimenti e i limiti delle nuove tecniche.

Il linguista Georgiy Sergeevich "George" Starostin sta usando il processo onomasiologico per scavare all'interno delle lingue e delle famiglie linguistiche creando ricostruzioni che i soliti metodi comparativi non sarebbero efficaci. (Fonte: Santa Fe Institute)
Il linguista Georgiy Sergeevich “George” Starostin sta usando il processo onomasiologico per scavare all’interno delle lingue e delle famiglie linguistiche. (Fonte: Santa Fe Institute)

La ricostruzione onomasiologica è stata applicata in due ricerche. La prima riguarda la ri-classificazione della famiglia indoeuropea (per intenderci, il gruppo che comprende le lingue romanze come l’italiano, quelle slave, germaniche e molte altre ancora), pubblicata sul giornale Linguistics.

La seconda è stata condotta sulle lingue altaiche euroasiatiche, la cui proto-lingua risale a circa 8000 anni fa. Se da una parte il metodo ha confermato una relazione tra le famiglie più importanti del gruppo (Turca, Mongolica e Tungusa) e il Giapponese; dall’altra non è riuscita a riproporre una correlazione con il coreano dimostrata in passato con altre lingue altaiche.

Ciò potrebbe significare che i nuovi criteri sono troppo severi o, meno probabilmente, che i precedenti raggruppamenti nell'”albero delle lingue” sono scorretti.

Gli studi linguistici continuano e puntano a ricostruire le vie che le lingue seguono nella loro evoluzione attraverso il tempo. George Starostin afferma:

“Una grande cosa della ricostruzione storica delle lingue è che è capace di ricavare molte informazioni culturali. Ricostruire la filogenia interna, come facciamo in questi studi, è il passo iniziale di una procedura molto più larga di provare a ricostruire una larga parte del patrimonio culturale di una lingua insieme al suo lessico culturale.”

 

Pierpaolo Pisciella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

google.com, pub-1977910587878590, DIRECT, f08c47fec0942fa0