Vaccinati e non vaccinati Covid-19: cosa cambia?

Fin dall’inizio dalla campagna vaccinale, ma in particolare negli ultimi mesi, con l’incremento delle adesioni, gli esperti hanno sottolineato l’importanza della vaccinazione evidenziando la differenza tra vaccinati e non vaccinati non solo per quanto riguarda la sintomatologia in caso di positività al virus, ma anche e soprattutto in termini di trasmissione dello stesso, soprattutto per quanto riguarda la variante Delta.

Vaccinati e non vaccinati Covid-19: la carica virale cambia?

Un’evidenza recentemente confermata da un nuovo studio condotto dall’Università di Oxford su un totale di tamponi analizzati tra il 02 gennaio 2021 e il 02 agosto 2021, nel quale è stato osservato come nei confronti della variante Delta, a parità di carica virale, le persone vaccinate risultano meno infettive anche nel caso della variante Delta  rispetto a coloro che non si sono sottoposti a vaccinazione.

Vaccinati e non vaccinati Covid-19
Vaccinati e non vaccinati Covid-19

La non variabilità della carica virale nei vaccinati e non vaccinati, ha portato a supporre come possano essere altri i fattori importanti nella riduzione della trasmissione associata al vaccino: uno di questi potrebbe essere, secondo gli studiosi, il fatto che la vaccinazione faciliti una più rapida eliminazione dei virioni infettivi vitali, lasciando dietro di sé virioni inefficaci e danneggiati, che contengono ancora RNA che viene rilevato tramite PCR (il cosiddetto “tampone molecolare”) ma che non consente loro di replicarsi efficacemente e quindi di infettare le cellule suscettibili. Quindi la carica virale talvolta sovrastima la reale infettività delle persone vaccinate.

Vaccinati e non vaccinati Covid-19
Vaccinati e non vaccinati Covid-19

Un’altra differenza tra vaccinati e non vaccinati, al pari sempre della carica virale, riguarda il tempo in cui questa rimane elevata all’interno dell’organismo, come sottolineato da alcuni esperti:

 “il vaccinato ha il virus nel naso e non ce l’ha nel polmone, e sono due mondi diversi. Avere il virus nel naso vuol dire avere un virus che in genere sta nel naso per 2 o 3 giorni perché gli anticorpi stanno soprattutto nei polmoni e quindi ci vuole il tempo affinché gli anticorpi arrivino nel naso a inattivare il virus.

Tanto è vero che queste persone hanno sì una carica virale elevata, ma ce l’hanno per 2 o 3 giorni – precisa l’esperto – mentre chi non ha il vaccino la carica virale ce l’ha per 10-15 giorni e quindi è uno ‘spreader’, uno che dissemina virus, mentre il vaccinato ha una capacità di contagiare il prossimo del 90% inferiore agli altri” 

martina lumetti

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