Muri anti-migranti : una storia che si ripete?

Costruire muri anti-migranti per arginare il flusso delle popolazioni in fuga e il superamento delle frontiere tra i vari Paesi: è questa l’ultima richiesta giunta all’Unione Europea da parte di 12 paesi (Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia)

Una misura, a detta degli stessi Paesi “preventiva”, il cui principale scopo è quella di “salvaguardare il sistema comune di asilo riducendo i fattori di attrazione” alla luce dell’aumento dei flussi migratori, alla luce anche di situazioni delicate, come quella dell’Afghanistan dopo il ritiro delle truppe straniere e l’insediamento del governo talebano, ma che in passato ha riguardato anche altre popolazioni.

Muri anti-migranti
Muri anti-migranti

Una paura, quella dell’arrivo di una popolazione straniera, ed un fenomeno, quella della costruzione di muri alle frontiere, che nel corso della storia ha fatto diventare i singoli Stati dei veri e propri fortini. E il popolo afghano è solo l’ultima “vittima” di questa politica di protezionismo.

Muri anti-migranti : i casi nella storia

Grecia, 2013

Muri anti-migranti
Muri anti-migranti

La crisi afghana degli ultimi mesi, con la fuga massiccia di profughi con le loro famiglia, ha messo immediatamente in allarme l’Europa, e in particolare quei paesi più vicini all’Afghanistan, come Turchia e Grecia, che si sono “messe al riparo” con la costruzione di un muro anti-migranti di 40 km per scongiurare il collasso dell’accoglienza.

Il paese ellenico tuttavia non è nuovo a simili misure di chiusura: nel 2013 venne realizzata una doppia barriera di reticolato e filo spinato alta quattro metri in prossimità del fiume Evros, che rappresenta uno dei confini naturali con la Turchia, al fine di arginare la fuga di migliaia di civili dall’orrore della guerra civile in Siria.

Ungheria, 2019

Muri anti-migranti
Muri anti-migranti

La rotta balcanica rappresenta la principale via mediante la quale migliaia di persone ogni anno fuggono da Paesi come Iran,Iraq,Siria, Afghanistan; un flusso che ha messo alla prova diversi Paesi dell’Unione Europea, soprattutto quelli dell’Europa Sud-orientale, come l’Ungheria del primo ministro Viktor Orban, che decise di correre ai ripari con la costruzione di due muri anti-migranti: il primo al confine meridionale con la Serbia e il secondo al confine sud-ovest con la Croazia. Due barriere costituite da di filo spinato e una rete metallica alta quattro metri, per scongiurare i flussi migratori.

Unione Europea e frontiere : non è solo una questione di migranti

I flussi migratori, tuttavia, non rappresentano l’unica motivazione dietro all’erezione di muri in prossimità delle frontiere di alcuni Paesi dell’Unione Europea, come nel caso delle Repubbliche Baltiche (Lettonia, Estonia e Lituania), dove il pericolo non è rappresentato dai profughi, ma dal Paese con il quale hanno fatto parte fino al 26 dicembre 1991 dell’URSS, la Russia, sia dal punto di vista economico (contrabbando), che geopolitico, dividendo l’Unione Europea da ciò che non fa parte dell’Unione. Un caso analogo è quello alla base del muro irlandese situato a Belfast, che appartiene a quelli vengono definiti Peace Lines (linee di pace), ossia quelle divisioni, di natura soprattutto religiosa, che richiamano  l’antica Pax romana

 

martina lumetti

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