Caso Nazanin Zaghari-Ratcliffe: perso il ricorso in appello

Niente da fare per Nazanin Zaghari-Ratcliffe: perso il ricorso in appello per il rilascio dell’operatrice umanitaria in carcere in Iran dal 2016. La sentenza è giunta direttamente all’avvocato della donna, dopo che è stata annullata l’udienza in tribunale che si sarebbe dovuta tenere nella giornata di ieri.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe: i fatti

Nazanin Zaghari-Ratcliffe
Nazanin Zaghari-Ratcliffe

La vicenda di Nazanin Zaghari-Ratcliffe, project manager per l’ente benefico Thomson Reuters Foundation ha inizio il 3 aprile 2016, quando viene arrestata dai membri della Guardia rivoluzionaria iraniana all’aeroporto Imam Khomeini mentre con la figlia 22enne è in procinto di imbarcarsi su un volo di ritorno nel Regno Unito, dopo che le due erano tornate in Iran per festeggiare il Nowruz (Capodanno iraniano) insieme alla famiglia. I passaporti vengono confiscati (quello della figlia le verrà restituito in seguito, in quanto viene affidata ai nonni materni in modo da poter visitare sua madre).

Il motivo dietro all’arresto della donna inizialmente resta non chiaro, anche se secondo Amnesty International, potrebbe essere legato ad alcune attività lavorative della donna, e possa essere correlato alla detenzione nel 2014 di diversi dipendenti di siti web di notizie sulla tecnologia iraniana.

Inoltre la Zaghari-Ratcliffe ha lavorato per la BBC World Service Trust tra febbraio 2009 e ottobre 2010, “in qualità di assistente alla formazione junior”, secondo l’amministratore delegato della Thomson Reuters Foundation, prima di trasferirsi alla Thomson Reuters Foundation.

A settembre 2016 arriva la condanna definitiva a cinque anni di carcere: l’accusa, secondo il tribunale iraniano è quella di ” presunto complotto per rovesciare il regime iraniano.” Un anno dopo, il procuratore generale di Teheran ha dichiarato  che la donna è stata incarcerata per aver condotto “… un corso di giornalismo online persiano della BBC che mirava a reclutare e formare persone per diffondere propaganda contro l’Iran

Un caso quello di Nazanin Zaghari-Ratcliffe che ha scatenato non pochi scandali nel Regno Unito: a marzo del 2017 , l’allora ministro degli Esteri del Regno Unito Dominic Raab ha accusato Teheran di usare la signora Zaghari-Ratcliffe in “un gioco del gatto e del topo” per fare leva diplomatica e ha affermato che il trattamento che il regime le riserva “equivale a tortura”.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe
Nazanin Zaghari-Ratcliffe

Nel 2018 Nazanin viene rilasciata temporaneamente con una licenza della durata di tre giorni: una pratica comune, ma che per il marito della donna rappresenta solo un “gioco crudele” soggetto a condizioni che includevano il monitoraggio dei suoi movimenti.

Nel 2019 le tensioni tra Regno Unito e Iran si accentuano, quando il British Foreign and Commonwealth Office (FCO) concede a Zaghari-Ratcliffe la protezione diplomatica, elevando lo status del suo caso da questione consolare a controversia tra i due governi. Nello stesso anno viene fatta richiesta di libertà condizionale per la donna, che viene puntualmente rigettata dal governo iraniano.

Nel 2020 a seguito della pandemia da COVID-19, a Nazanin Zaghari-Ratcliffe viene concessa una nuova libertà temporanea che dal 20 maggio è stato prorogato a tempo indeterminato, secondo quanto dichiarato dalla famiglia della donna, la quale tuttavia si trova ad affrontare nuove accuse da parte del governo.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe: la situazione oggi

Nazanin Zaghari-Ratcliffe
Nazanin Zaghari-Ratcliffe

Ad oggi Nazanin si trova agli arresti domiciliari a casa dei genitori a Teheran, dopo che le è stato vietato di lasciare l’Iran per un anno in seguito alla condanna inflittale per “attività di propaganda contro il governo” mentre la figlia è rientrata nel Regno Unito nel 2019.

martina lumetti

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