L’Unione Europea dice no alla deforestazione

Dopo il COP26 di Glasgow, l’Unione Europea si prepara a mettere in atto le prime misure concrete per arginare le problematiche ambientali, a cominciare dalla lotta alla deforestazione, che come noto è la seconda causa del riscaldamento globale, nonché responsabile del circa il 24% delle emissioni di CO2, limitando la commercializzazione di prodotti associati ad essa.

Lotta alla deforestazione: la proposta dell’Unione Europeaù

lotta alla deforestazione
lotta alla deforestazione

Una limitazione che si tradurrebbe nell’emissione di un “certificato” che ben presto potrebbe divenire obbligatorio per alcuni prodotti, quali carni bovine, soia, cacao, caffè e olio di palma. La proposta, potrebbe arrivare in Commissione già a breve, in anticipo rispetto a quanto preventivato (inizi dicembre).

Tra i punti focali vi è la la tracciabilità dei prodotti, allo scopo di  poterne identificare l’origine e di favorire il rispetto delle norme anti-deforestazione, come commentato anche dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini :

“É necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute” 

Una proposta che tuttavia non convince tutti, e non è mancato chi ha fatto emergere le tante (forse troppe) “falle” di questa legge.

Lotta alla deforestazione: le “falle” della proposta di legge

lotta alla deforestazione
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In prima linea GreenPeace, organizzazione non governativa ambientalista per eccellenza, ha riscontrato non pochi “punti critici” nel disegno di legge dell’Unione Europea, che ad esempio avrebbe totalmente escluso altri ecosistemi, che al pari delle foreste sono a rischio ambientale a causa del riscaldamento globale dovuto all’attività umana, e che allo stesso modo rivestono un ruolo centrale nella lotta al cambiamento climatico.

Altro punto totalmente trascurato riguarderebbe il tipo di prodotti sottoposti a certificato anti-deforestazione: dalla lista, secondo gli ambientalisti, sarebbero rimasti esclusi, quali gomma, mais, alcuni tipi di carne e i prodotti derivati. Ciò potrebbe rappresentare da una parte una “scappatoia” per molti commercianti esteri, complice anche la decisione da parte dell’UE di stilare una lista di paesi ” a basso rischio” e che pertanto potrebbero essere esenti da controlli

Da non sottovalutare anche l’aspetto riguardante non tanto i prodotti in sè, ma anche le persone che vivono in questi ambienti: popoli indigeni e comunità locali, che privi di alcuna tutela governativa, quasi sempre vengono sfruttati come manodopera in condizioni di lavoro spesso disumane

 

 

 

martina lumetti

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