Tensioni Russia-Ucraina: ritiro di alcune truppe è segno di de-escalation?

Nelle ultime ore sono avvenuti eventi importanti nelle tensioni Russia-Ucraina e in ottica di una possibile de-escalation. Mosca ha ritirato alcuni reparti al confine con Kiev. “Era programmato” ha detto Lavrov.

Tensioni Russia-Ucraina: ritiro di alcune truppe è segno di de-escalation? Le parole di Lavrov e Stoltenberg.

Lo scacchiere dell’Est Europa si fa sempre più imprevedibile. Stamattina alcuni reparti russi sono stati ritirati dal fronte ucraino.

Il ministro degli esteri Sergei Lavrov a colloquio con Zbigniew Rau, capo della diplomazia polacca e dell’Osce, ha spiegato:

“Le esercitazioni russe e bielorusse stanno andando avanti secondo il programma, indipendentemente da alcuni che hanno attacchi di isteria.”

Sostenendo, quindi, che il ritiro dei soldati non ha nulla a che vedere con l'”isteria dell’Occidente” su un attacco all’Ucraina o su una de-escalation.

Lo spostamento di alcune unità russe dal fronte è stato giustificato da Sergei Lavrov come la fine di esercitazioni militari e non come frutto della pressione diplomatica sulla Russia nelle tensioni. (Fonte:Lapresse)
Lo spostamento di alcune unità russe dal fronte è stato spiegato da Sergei Lavrov come la fine di esercitazioni militari e non come frutto della pressione diplomatica sulla Russia nelle tensioni. (Fonte:Lapresse)

Il portavoce Igor Konashenkov ha comunicato riguardo ai movimenti:

“I distaccamenti dei distretti militari del sud e dell’ovest che hanno svolto le loro missioni si stanno preparando questo martedì a tornare alle loro basi in treni e mezzi per il trasferimento delle truppe.”

Sui movimenti alla frontiera russo-ucraina è intervenuto anche il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg.

In un’intervista a Bruxelles Stoltenberg ha affermato:

“Finora non abbiamo visto alcun segnale di de-escalation. Vi sono segnali sulla volontà di trattare di Mosca, che sono ragione di cauto ottimismo.”

La situazione in queste ore si fa complessa, tra la minacciosa presenza russa ai confini dell’Ucraina e tenui spiragli a cui la diplomazia cerca di appigliarsi.

Stoltenberg ha ricordato come già altre volte la Russia abbia ammassato e poi ritirato le sue unità militari, pur lasciando ai confini l’equipaggiamento pronto all’uso.

Tuttavia il “sostanziale ritiro di truppe ed equipaggiamento” auspicato da Stoltenberg non è ancora avvenuto. Addirittura il segretario generale della NATO ha evidenziato che ci sono segnali opposti alla de-escalation.

La NATO, da parte sua, ricorda come deterrente per le mire espansionistiche del Cremlino anche la presenza del NATO-Russia Founding act del 1997.

Sebbene l’Alleanza creda ancora in questo atto sui mutui rapporti e la cooperazione con la Russia, questo è già stato violato nel 2014 con l’annessione russa della Crimea.

La cartina mostra il confine tra Russia e Ucraina segnando anche le ipotetiche direttrici di un attacco. Stamattina sono stati ritirati dei reparti, ma la CNN ha mostrato che nuove unità sono arrivate nel villaggio di Sereteno e a Voronezh, rendendo ancora più imprevedibili le future mosse del Cremlino, sospeso tra la via della guerra e quella della diplomazia che Putin dice di voler intraprendere. (Fonte: Il Messaggero)
La cartina mostra il confine tra Russia e Ucraina segnando anche le ipotetiche direttrici di un attacco. Stamattina sono stati ritirati dei reparti, ma la CNN ha mostrato che nuove unità sono arrivate nel villaggio di Sereteno e a Voronezh, rendendo ancora più imprevedibili le future mosse del Cremlino, sospeso tra la via della guerra e quella della diplomazia che Putin dice di voler intraprendere. (Fonte: Il Messaggero)

Infine Stoltenberg ha assicurato che la pista diplomatica è sempre aperta nei confronti con la Russia, la quale, tuttavia, non ha risposto ad alcuna proposta di dialogo a gennaio:

“Abbiamo inviato proposte sostanziali, esposto gli argomenti per i quali siamo pronti a sederci attorno ad un tavolo e trovare un terreno comune: controllo degli armamenti, missili, trasparenza sull’attività della Nato. Siamo pronti ad impegnarci in un dialogo in buona fede.”

Tensioni Russia-Ucraina: ritiro di alcune truppe è segno di de-escalation? Le reazioni dell’Ucraina e degli altri Stati.

La notizia del ritiro di alcuni reparti russi dal confine e di una possibile distensione è stata accolta con scetticismo da Kiev.

Infatti il ministro degli esteri Dmytro Kuleba ha affermato:

“Abbiamo una regola: non credere a quello che ascolti, credi a quello che vedi.”

Ribadendo ai microfoni della BBC che crederà nella de-escalation quando vedrà effettivamente il ritiro delle unità russe ai confini.

Lo scetticismo di Kuleba sembra anche giustificato da una notizia diffusa dalla CNN che mostra il dispiegamento di nuove unità di Mosca nella zona di Belgorod (Russia occidentale) non lontana dalla città ucraina Kharkiv.

L’emittente americana ha raccolto testimonianze online e le ha geolocalizzate. I documenti sono stati analizzati anche da osservatori e confrontati con foto satellitari.

Altri movimenti sospetti sono stati rilevati nel villaggio di Sereteno a 24 km dalla frontiera e nella zona di Voronezh.

D’altronde anche Anthony Blinken, segretario di Stato americano, teme che la situazione possa degenerare nel giro di pochissimo tempo.

Così, infatti, ha detto in un’intervista su France24:

“Siamo profondamente preoccupati dal fatto che Mosca possa agire già questa settimana.”

Però Blinken tiene a sottolineare che, nonostante la delicatissima e imprevedibile situazione nello scacchiere, la via diplomatica resta sempre percorribile.

“Stiamo facendo tutto il possibile per convincere la Russia che dovrebbe percorrere la via della diplomazia, la via del dialogo per risolvere pacificamente tutte le divergenze esistenti.”

A supporto della soluzione diplomatica si è espresso anche il governo italiano. Mario Draghi in un colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha confermato il pieno supporto dell’Italia all’integrità territoriale dell’Ucraina.

Inoltre il presidente Draghi ha ripetuto la necessità di continuare lo sforzo di tenere un canale diplomatico aperto con il Cremlino per trovare una soluzione alla crisi.

Infine il ministro degli esteri Luigi Di Maio si è recato oggi a Kiev insieme ad altri Paesi alleati per sostenere colloqui con Dmytro Kuleba sulla crisi in corso.

 

Pierpaolo Pisciella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

google.com, pub-1977910587878590, DIRECT, f08c47fec0942fa0